Attualità

Emergenza ‘spaccate’, tre colpi in 48 ore

Salgono a 11 le 'spaccate' in tre mesi

di finmedia -

Non si ferma l’ondata di criminalità che sta flagellando Gela. Nelle ultime 48 ore, una violenta escalation di furti ha colpito tre diverse attività, portando il bilancio complessivo a 11 colpi messi a segno negli ultimi tre mesi. Una media preoccupante che sta gettando nel panico gli esercenti locali, costretti a fare i conti con danni strutturali e magri bottini. Il raid è iniziato nella notte di lunedì, quando i malviventi hanno preso di mira la storica pasticceria “Peccati di Gola” in via Crispi. In due, agendo con estrema rapidità, hanno mandato in frantumi il vetro della porta d’ingresso. Una volta dentro, hanno puntato direttamente alla cassa, portandola via prima di dileguarsi.

Poche ore dopo, la scia di furti si è spostata in corso Salvatore Aldisio. Nel mirino il panificio “Padre Pio”. In questo caso, le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso un uomo mentre forzava l’ingresso per poi saccheggiare l’interno del locale.

L’ultimo episodio in ordine cronologico è avvenuto questa notte nel cuore del centro storico. La  “Trattoria San Giovanni”, nel cuore del centro storico, è stata svaligiata: i ladri sono riusciti a penetrare nella struttura portando via denaro contante e altri beni di valore.

Nonostante lo sconcerto, la risposta dei commercianti non si è fatta attendere. Attraverso i canali social, i proprietari di “Peccati di Gola” hanno lanciato un messaggio di resilienza che ha raccolto la solidarietà dell’intera città

Su tutti gli episodi sono in corso i rilievi delle Forze dell’Ordine. La Polizia e i Carabinieri stanno analizzando i filmati dei sistemi di sorveglianza pubblici e privati per identificare i responsabili. Resta da capire se dietro questa sequenza di “spaccate” ben 11 da inizio anno, ci sia la mano della stessa banda o se si tratti di episodi di microcriminalità diffusa.

Il clima in città resta teso: i commercianti chiedono ora un potenziamento dei controlli nelle ore notturne per mettere fine a un’emorragia di sicurezza che rischia di mettere in ginocchio l’economia locale.