Attualità

Escavatore su falesia Cava d’Aliga, sit in di protesta

La manifestazione è stata organizzata dal partito della Rifondazione Comunista

di Leuccio Emmolo -

Hanno sollevato un polverone di polemiche i lavori di messa in sicurezza della falesia sul lato ovest del promontorio “Bruca” a Cava D’aliga.  L’intervento sta facendo discutere  residenti e cittadini. Un momento di dibattito partecipato lo si è vissuto domenica scorsa con il sit-in di protesta organizzato dal circolo locale del Partito di Rifondazione Comunista. Con la manifestazione è stata espressa preoccupazione per le modalità “irruente” dell’intervento, che “può diventare – hanno affermato i promotori – uno scempio della costa”, invocato il ripristino delle condizioni naturali del posto e sollecitata al Comune e al Libero Consorzio Comunale di Ragusa la sospensione immediata dei lavori, così da “arrivare a fare chiarezza dal punto di vista tecnico-legale su tutta la questione”.

Rifondazione Comunista Scicli grida stop a ciò che sta avvenendo a pochi passi dal rudere del ristorante “La Scogliera”, ingabbiato per motivi di sicurezza. “Da anni ci battiamo – commenta il rappresentante Gianfranco Iannizzotto – contro tutti gli interventi che rischiano di deturpare la costa o restringere gli spazi pubblici a favore di un loro sfruttamento da parte di soggetti privati che operano a scopo di lucro, ci siamo adoperati per fare subito una manifestazione con gli stessi obiettivi che di altre forze politiche, come il PD, o organizzazioni come lega ambiente. Vista però l’indisponibilità di tali forze a scendere in piazza, abbiamo deciso di organizzarla da soli come circolo”.

Iannizzotto ha rilevato come il cingolato con braccio meccanico abbia già asportato un “rilevante quantitativo di materiale, senza che ci fosse nessuna tabella a indicare la natura dei lavori, nè il soggetto appaltante o la ditta che esegue i lavori”.

Il sit-in ha dato vita a una raccolta firme e a scambi franchi di opinioni con gruppi di giovani. “Riteniamo molto positiva questa occasione di confronto dal vivo – continua Iannizzotto – fra persone diverse per età, condizione sociale, provenienza territoriale, dopo alcuni giorni che la discussione si è svolta solo in modo virtuale in particolare sui social media. In particolare, erano presenti persone di tutte la costa sciclitana e oltre e, benché promossa dal circolo di rifondazione comunista di Scicli, si è svolta senza l’uso di insegne di partito. Ciò ha portato a partecipare molte persone impegnate in altre aggregazioni politiche o sociali”.

Il rappresentante del circolo ha posto uno specifico obiettivo comune, ossia di “contrastare un futuro distopico per il nostro territorio, rappresentato in questo caso dall’ex ristorante, ma che ha tanti punti di criticità lungo tutta la costa”.

“Siamo perfettamente consapevoli che l’opinione pubblica è divisa e forse disorientata, ma anche articolata. E questo fa sperare bene per il prosieguo del dibattito – conclude Iannizzotto -, che da parte nostra manterremo sul terreno della correttezza, senza però venire meno alle nostre convinzioni”.