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Eseguita l’autopsia sul corpo di Gherda Caruso
L'autopsia non svela il mistero sulla morte di Gherda Caruso, trovata morta in casa lo scorso 25 marzo nella sua abitazione di via Maccionello
Resta avvolta nel mistero la morte di Gherda Caruso, la cinquantenne trovata senza vita lo scorso 25 marzo nella sua abitazione di via Maccionello a Palermo. L’autopsia, eseguita ieri presso l’istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo, non ha fornito le risposte definitive che la Procura e i familiari attendevano: il corpo della donna non presenta segni evidenti di violenza, ma le cause del decesso rimangono non accertate.
Per consentire il prosieguo degli accertamenti e garantire i diritti della difesa, il pubblico ministero Antonio Carchietti ha iscritto il marito della vittima, 46 anni, nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio preterintenzionale. Si tratta, come precisato dagli inquirenti, di un atto dovuto che ha permesso al legale dell’uomo, l’avvocata Fausta Catalano, di nominare un consulente di parte per assistere all’esame autoptico, considerato un atto irripetibile. Il marito è stato colui che ha dato l’allarme. Agli agenti del commissariato San Lorenzo ha riferito di aver provato a contattare la moglie per tutta la mattinata senza successo.
Una volta rientrato dal lavoro, la tragica scoperta. Sottoposto a un lungo interrogatorio, l’uomo si è difeso con fermezza: “Non le ho mai fatto del male”. Le sue parole sembrano trovare parziale riscontro nella prima ispezione cadaverica, che non ha evidenziato ecchimosi o segni di colluttazione. Gli investigatori, al momento, propendono per l’ipotesi di un malore improvviso, non avendo riscontrato né denunce pregresse per maltrattamenti né testimonianze dei vicini riguardo a liti domestiche. Di parere opposto sono i parenti della vittima, che non credono alla tesi del decesso naturale.
La madre di Gherda Caruso ha sollevato pesanti ombre sulla figura del genero, riferendo agli inquirenti che l’uomo le avrebbe inizialmente impedito di entrare nell’abitazione per vedere il corpo della figlia. I familiari ipotizzano uno scenario inquietante: la morte per avvelenamento. Sebbene non sia stata ancora presentata una denuncia formale da parte loro, i sospetti sono stati ritenuti sufficienti dalla Procura per approfondire ogni scenario possibile