Catania

Etna, arrivi bloccati a Catania: cosa possono fare i passeggeri per ottenere il rimborso

Voli cancellati, dirottamenti e riprogrammazioni: l’eruzione dell’Etna continua a creare disagi nello scalo etneo. Ecco quali sono i diritti dei viaggiatori e come ottenere il rimborso delle spese sostenute.

di Sergio Randazzo -

L’eruzione dell’Etna continua a condizionare il traffico aereo siciliano e l’operatività dell’aeroporto di Catania. La sospensione degli arrivi, unita alle limitazioni disposte per la sicurezza, sta provocando cancellazioni, riprogrammazioni e dirottamenti verso altri scali, in particolare Palermo e Trapani. Una situazione in continua evoluzione che costringe i passeggeri a fare i conti con comunicazioni dell’ultimo momento e cambiamenti degli itinerari.

Nessun indennizzo automatico per l’eruzione

L’eruzione vulcanica rientra tra le circostanze eccezionali previste dal Regolamento europeo 261/2004. Per questo motivo, in caso di cancellazione o ritardo provocati direttamente dall’attività dell’Etna, il passeggero non ha diritto alla compensazione pecuniaria prevista in altre situazioni. Questo, però, non significa che il viaggiatore perda ogni tutela.

Il passeggero può chiedere il rimborso delle spese

Quando la compagnia aerea non riesce a garantire una soluzione adeguata per raggiungere la destinazione finale, il passeggero può organizzarsi autonomamente e chiedere successivamente il rimborso delle spese ragionevoli e necessarie sostenute per completare il viaggio. Chi viene riprotetto su un volo previsto diversi giorni dopo può, in determinate circostanze, scegliere di trovare una soluzione alternativa: acquistare un nuovo biglietto, raggiungere un altro aeroporto oppure utilizzare treno, autobus o taxi per arrivare a Catania. La regola fondamentale è una: conservare tutta la documentazione. Biglietti, ricevute, scontrini e fatture devono essere conservati per poter dimostrare le spese sostenute.

Cosa succede in caso di dirottamento

Una situazione analoga riguarda i voli che vengono effettuati ma dirottati su un aeroporto diverso da Catania. Anche in questo caso la compagnia deve assistere il passeggero nel completamento del viaggio fino alla destinazione finale. Se il vettore non riesce a garantire il trasferimento, il viaggiatore può valutare una soluzione autonoma e successivamente chiedere il rimborso dei costi sostenuti, purché siano necessari, documentati e proporzionati alla situazione.

«Conservare ogni ricevuta»

A fare chiarezza è Felice D’Angelo, ceo di ItaliaRimborso: «I passeggeri che subiranno disservizi a causa dell’eruzione dell’Etna possono fare riferimento al Regolamento 261/2004. Se non vengono riprotetti, hanno diritto al rimborso di tutti i costi sostenuti per raggiungere Catania». D’Angelo sottolinea inoltre l’importanza di conservare ogni ricevuta, ricordando che le spese devono comunque essere ragionevoli.

In una situazione di emergenza come quella provocata dall’Etna, dunque, il consiglio per i passeggeri è di verificare prima le indicazioni della compagnia aerea, valutare le alternative disponibili e documentare ogni spesa, evitando soluzioni eccessivamente costose o non giustificate dalle necessità del viaggio.