Catania

Femminicidio di Misterbianco, donati gli organi della 49enne: salvate cinque vite

La donna, morta dopo due giorni di agonia in ospedale, aveva espresso in vita il consenso alla donazione

di Sergio Randazzo -

Dal dolore di una tragedia che ha profondamente colpito la comunità arriva un gesto di straordinaria generosità. Sono stati prelevati e trapiantati gli organi della donna di 49 anni deceduta il 1° giugno all’ospedale Garibaldi Centro di Catania, dopo essere stata vittima di una violenta aggressione avvenuta nella sua abitazione di Misterbianco.

La donna era stata colpita alla testa con un martello dal marito, oggi detenuto in carcere con l’accusa di femminicidio. Dopo due giorni di ricovero e tentativi di salvarle la vita, i medici ne hanno constatato il decesso.

La scelta di donare e il trapianto degli organi

In vita la 49enne aveva espresso il proprio consenso alla donazione degli organi in occasione del rinnovo della carta d’identità. Una volontà che è stata rispettata e che ha consentito di offrire una nuova possibilità di vita a cinque pazienti in attesa di trapianto.

Le operazioni di prelievo sono state effettuate all’ospedale Garibaldi di Catania, mentre gli organi sono stati destinati a pazienti siciliani e di altre regioni italiane. Tutte le fasi dell’intervento sono state coordinate dal Centro Regionale Trapianti della Sicilia.

Il messaggio dell’assessore alla Salute

«In quella che è un’immensa tragedia, che come istituzioni ci richiama a fare ancora di più contro i femminicidi, dobbiamo essere grati a questa donna per il gesto di grande generosità che ha permesso di salvare cinque vite», ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso.

L’assessore ha sottolineato come la scelta della donazione rappresenti «la testimonianza concreta di una cultura della donazione sempre più radicata in Sicilia» e un esempio di solidarietà capace di trasformare una drammatica vicenda in una speranza per altre persone.

Un gesto che va oltre la tragedia

La donazione degli organi ha permesso di dare continuità a una scelta di altruismo compiuta dalla donna quando era in vita. Un gesto che, nel dramma di un femminicidio, ha consentito di salvare cinque persone e di lasciare un messaggio di solidarietà e attenzione verso il prossimo.