Attualità
Femminicidio immortalato dalle telecamere
Santino Bonfiglio resta in carcere per l'omicidio della ex compagna Daniela Zinnanti. L'uomo, già ai domiciliari senza braccialetto elettronico, l'ha uccisa con 40 coltellate. Nel 2008 aveva già tentato di uccidere un'altra compagna ma la sua pena era stata ridotta in appello
Le immagini delle telecamere di sorveglianza non lasciano spazio a dubbi: sono le 22:25 di lunedì 9 marzo quando Santino Bonfiglio, 67 anni, esce dall’appartamento di via dei Gelsomini a Messina. Cammina con calma, quasi con indifferenza, stringendo ancora nella mano destra il coltello sporco del sangue di Daniela Zinnanti. La donna, 50 anni, è stata colpita quaranta volte all’interno della sua abitazione, dove l’uomo era entrato forzando una finestra.
La gip Alessia Smedile dopo la convalida del fermo, ha confermato la custodia cautelare in carcere per l’ex camionista. Bonfiglio ha ammesso l’aggressione, parlando di un “chiarimento finito male”, nonostante si fosse presentato all’appuntamento armato di un coltello portato da casa. Un dettaglio che stride con la tesi della difesa e che aggrava la posizione di un uomo che si trovava già agli arresti domiciliari per precedenti maltrattamenti denunciati dalla vittima.
A rendere il quadro ancora più tragico è l’assenza del braccialetto elettronico, non assegnato perché non disponibile. L’inchiesta, coordinata dalla sostituta procuratrice Roberta La Speme, si arricchirà dei risultati dell’autopsia affidata al medico legale Alessio Asmundo. Tuttavia, a pesare sul 67enne è il passato criminale dell’uomo. Già nel 2008, Bonfiglio aveva tentato di strangolare e accoltellare un’altra convivente a Spadafora. In quel caso, fu condannato a dieci anni per tentato omicidio pena ridotta in appello a soli tre anni per lesioni personali. Quello di Daniela Zinnanti non è stato un raptus improvviso, ma l’ultimo capitolo di una lunga scia di violenza mai interrotta.