Attualità
Femminicidio, l’autopsia conferma brutale omicidio
Intanto Messina si prepara ai funerali che si terranno martedì in Cattedrale. Nella stessa serata in Piazza Duomo prevista una fiaccolata commemorativa.
Messina si prepara a dare l’ultimo saluto a Daniela Zinnanti. I funerali della donna si terranno domani alle 16 in Cattedrale, mentre dalle indagini emergono particolari sempre più drammatici sugli ultimi minuti della sua vita. L’autopsia sul corpo della vittima, eseguita dal medico legale Alessio Asmundo su incarico della Procura, ha delineato una dinamica di estrema violenza.
All’esame, svolto all’obitorio dell’ospedale Papardo, erano presenti anche i consulenti nominati dalla difesa e dalla famiglia della donna. Secondo i primi riscontri, Santino Bonfiglio avrebbe forzato la finestra della camera da letto utilizzando un tondino di ferro.
Con lo stesso oggetto avrebbe colpito Daniela Zinnanti alla nuca per tramortirla prima di passare all’aggressione con un coltello. La violenza si sarebbe consumata in pochi istanti ma con un accanimento impressionante. Il corpo della donna presenta almeno trenta coltellate, concentrate soprattutto tra torace e collo. Un dato colpisce più di ogni altro: sulle mani della vittima sono state rilevate ferite da difesa, segno evidente che Daniela ha tentato fino all’ultimo di proteggersi dall’attacco. Secondo il medico legale, la morte sarebbe sopraggiunta poco dopo i colpi.
Nel frattempo gli investigatori hanno riportato alla luce anche i precedenti di Bonfiglio. Nel 2008 fu arrestato per tentato omicidio nei confronti della sua convivente di allora. Condannato in primo grado a dieci anni, la pena fu poi ridotta in appello a tre anni dopo la riqualificazione del reato in lesioni personali. Intanto la città si prepara anche a un momento di raccoglimento e partecipazione civile. L’appello, nato spontaneamente dagli amici di Daniela Zinnanti e rimbalzato sui social, chiama a raccolta Messina per domani. L’appuntamento è in Piazza Duomo, dalle 21 alle 23, per una fiaccolata commemorativa che vuole trasformare il dolore in un grido di dignità: “Daniela sono io”.