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Finanziaria: Stop al tesoretto delle infrastrutture

La fiamma Olimpica di Milano 2026 all’Ars a Palermo mentre inizia l’esame del testo di legge sulla finanziaria. Chissà se la fiamma olimpica porterà il sereno tra gli scranni di Sala d’Ercole.

di Piero Messina -

Il sacro fuoco di Olimpia sbarca a Palazzo dei Normanni, vuole dire che il clima sulla finanziaria non è ancora da battaglia e c’è ancor tempo per le cerimonie.

A dire il vero l’esame del documento contabile è entrato nel vivo con l’esame dell’articolato. Prime baruffe tra opposizione e governo con in prima linea la lite più social che politica tra l’assessore al bilancio Dagnino e il leader di controcorrente Lavardera.

Eppure qualcosa si muove e il governo Schifani lancia segni di distensione. Tra le prime mosse dell’esecutivo governo, un emendamento soppressivo che cancella il fondo da 54 milioni destinato alle infrastrutture, considerato dall’opposizione un possibile strumento di spesa discrezionale. La scelta che chiude uno dei fronti di scontro con Pd, Movimento 5 Stelle e liste civiche.

Le risorse recuperate vengono riallocate per finanziare due capitoli sensibili: 30 milioni aggiuntivi destinati ai Comuni e circa 20 milioni per l’aumento del monte ore dei quasi duemila ex lavoratori PIP stabilizzati, portandoli a 24 ore settimanali.

L’ intervento è accolto con favore dai sindacati, ma giudicato insufficiente. Le tensioni restano anche all’interno della maggioranza, dove emergono critiche sulla reale copertura finanziaria e sull’assenza di una soluzione strutturale che porti al tempo pieno. Il rischio segnalato è quello di nuove disparità tra lavoratori, legate alla diversa capacità di spesa degli enti di riferimento.

Nel frattempo prende forma anche un coordinamento spontaneo degli ex PIP, che chiede certezze: un cronoprogramma verso le 36 ore, risorse pluriennali vincolate e uniformità di trattamento. La vertenza, dopo quasi trenta anni, resta aperta e al centro del confronto politico e della finanziaria 2025. L’obiettivo del governo resta immutato: approvare la norma entro il 21 dicembre, per evitare, ancora una volta, il ricorso all’esercizio provvisorio.