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Fondi regionali e presunta corruzione, indagato deputato Ars

La Procura di Caltanissetta chiede i domiciliari per gli indagati: al centro dell’inchiesta, per corruzione, il deputato regionale Michele Mancuso.

di finmedia -

Un presunto sistema di favori, denaro e finanziamenti pubblici. È questo il quadro tracciato dall’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta che oggi coinvolge il deputato regionale Michele Mancuso e Lorenzo Tricoli, ex sindaco di Sommatino e oggi vicino all’orbita amministrativa del Libero Consorzio di Caltanissetta. Questa mattina la Squadra Mobile di Caltanissetta, con il supporto dello SCO di Roma, ha notificato l’invito a comparire per l’interrogatorio davanti al Gip. Per Michele Mancuso l’accusa provvisoria è di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio. Secondo i magistrati, il parlamentare dell’Assemblea Regionale Siciliana avrebbe incassato complessivamente 12 mila euro, consegnati in tre diverse occasioni fino al 5 maggio scorso. In cambio, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, Mancuso avrebbe favorito l’associazione “Genteemergente” nell’assegnazione di fondi pubblici regionali: 98 mila euro destinati all’organizzazione di spettacoli nella provincia di Caltanissetta, stanziati con una legge regionale dell’agosto 2024. Tra i presunti corruttori figura Lorenzo Tricoli, già sindaco di Sommatino, oggi indicato dagli inquirenti come uno dei soggetti chiave dell’operazione, insieme ai rappresentanti legali dell’associazione beneficiaria dei contributi. Non solo corruzione. Agli altri indagati viene contestata anche la truffa aggravata ai danni della Regione Siciliana: secondo la Procura, circa 49 mila euro sarebbero stati giustificati attraverso fatture per costi ritenuti fittizi. La Procura ha chiesto l’applicazione degli arresti domiciliari per tutti gli indagati, ad eccezione di uno, e ha disposto il sequestro preventivo di oltre 69 mila euro, ritenuti somme illecitamente percepite. Disposte anche diverse perquisizioni, tra cui quella nell’ufficio del deputato Mancuso, con esclusione delle sedi del partito. Ora la parola passa al Gip di Caltanissetta, che dovrà decidere sulle misure cautelari. Ma l’inchiesta riaccende i riflettori sul delicato intreccio tra politica, enti intermedi e gestione dei fondi pubblici sul territorio.