Attualità
Frana, Ciciliano Niscemi giornata di lavori
Un cronoprogramma serrato per mettere in sicurezza il territorio e dare risposte concrete ai 236 nuclei familiari costretti ad abbandonare le proprie abitazioni dopo la devastazione dello scorso gennaio.
A Niscemi scatta la fase operativa dopo la grande frana dello scorso 25 gennaio: vertice tra il capo della Protezione Civile e commissario straordinario Fabio Ciciliano, il sindaco Massimiliano Conti e i tecnici. Sul tavolo il piano per abbattere gli immobili irrecuperabili, i ristori per circa 500 sfollati e la messa in sicurezza dei costoni. Intanto preoccupa una nuova fessura di 60 metri in via Ustica.
Un cronoprogramma serrato per mettere in sicurezza Niscemi e dare risposte concrete ai 236 nuclei familiari costretti ad abbandonare le proprie abitazioni dopo la devastazione dello scorso gennaio.
Nel plesso scolastico “San Giuseppe”, quartier generale operativo della Protezione Civile, il commissario Fabio Ciciliano e il sindaco Massimiliano Conti hanno definito la scaletta delle priorità. In cima all’agenda ci sono gli abbattimenti controllati degli edifici ormai compromessi nella “zona nera” e l’erogazione dei fondi per chi ha perso tutto.
Sul fronte della tenuta del suolo, il dissesto si articola in realtà su tre fronti. I due più vicini all’abitato risultano pressoché stabili: nelle prossime ore verranno approvati i documenti di fattibilità per il torrente Benefizio e per il versante sud, pronti per essere mandati a gara.
Resta però alta la tensione per l’evoluzione del terreno. In via Ustica, a meno di 500 metri dal centro operativo e sempre all’interno della zona rossa, si è aperta una nuova fessurazione lunga circa sessanta metri, ben visibile a occhio nudo. Un fenomeno che il primo cittadino, Conti definisce preoccupante, avvenuto pur in assenza di piogge recenti, e su cui si concentra l’attenzione degli esperti per escludere una riattivazione del corpo di frana.
Ciciliano rassicura sull’assenza di rischi immediati per la popolazione grazie al presidio geologico costante, ma non nasconde l’allerta per l’imminente stagione autunnale: il sottosuolo è ancora impregnato di acque meteoriche e fognarie non drenate. L’obiettivo primario dei cantieri in arrivo sarà proprio la rimozione dei liquidi per alleggerire la pressione prima che le precipitazioni tornino a flagellare il territorio nisseno.