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Frana, la Procura accelera: “Nessuno resti impunito”
Niscemi continua a fare i conti con la fragilità del proprio suolo. Ogni giorno si registrano movimenti franosi e la preoccupazione sale tra i niscemesi. Ieri sera intanto al comune il Procuratore Capo di Gela, Salvatore Vella, ha parlato dell'inchiesta avviata annunciando indagini al 360 gradi
Il comune di Niscemi, noto come la “terrazza del Belice” per la sua posizione dominante, vive da decenni un rapporto complicato con la fragilità del proprio suolo e non è la prima volta che la comunità si trova a fare i conti con la paura.
Da quando si e’ verificato l’evento franoso sono stati effettuati dai vigili del fuoco 669 interventi di accompagnamento nelle abitazioni evacuate. Al momento, continua a essere ancora preclusa la possibilita’ di recuperare gli effetti personali negli immobili che insistono nei primi cinquanta metri dal fronte frana, attesa l’estrema pericolosita’ dell’area. Da oggi viene rafforzato il dispositivo di vigilanza gia’ attivo per il controllo dei valichi della zona rossa.
Attivato pure un contingente di venti militari dell’Esercito italiano. Ed intanto ieri sera è arrivato un messaggio di estrema fermezza dal Procuratore Capo di Gela, Salvatore Vella, durante l’incontro avvenuto nel municipio di Niscemi.
Vella ha parlato dell’inchiesta sulla devastante frana che ha colpito il territorio e che non resterà a carico di ignoti: la magistratura è pronta a scavare tra documenti, perizie e responsabilità amministrative per capire se il disastro potesse essere evitato. Affiancato dal dirigente del commissariato Giovanni Minardi, Vella ha delineato una strategia investigativa che unisce il rigore burocratico alla tecnologia d’avanguardia.