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Frana Niscemi, nuovi interrogatori: ascoltati D’Urso e Foti

I pm della procura di Gela continuano ad acquisire elementi nell'inchiesta partita sulla frana di Niscemi. Presso gli uffici della squadra mobile di Caltanissetta, è stato sentito l'ex dirigente generale della protezione civile regionale Calogero Foti mentre in procura a Gela, il procuratore capo Salvatore Vella e il pool "frana" hanno ascoltato l'ex dirigente regionale e già capo della protezione civile, Tuccio D'Urso.

di finmedia -

Proseguono le indagini della Procura di Gela sulla frana che due mesi fa ha compromesso una vasta area del centro di Niscemi. Ieri pomeriggio, presso gli uffici della squadra mobile di Caltanissetta, è stato sentito l’ex dirigente generale della Protezione Civile regionale, Calogero Foti, mentre in precedenza, per circa otto ore, è stato ascoltato in procura a Gela l’ex dirigente regionale e già capo della Protezione Civile, Tuccio D’Urso. Entrambi sono stati interrogati in qualità di persone informate sui fatti.

L’inchiesta non si concentra soltanto sulle cause tecniche della frana recente, ma mira anche a verificare presunte omissioni e responsabilità legate alla gestione della sicurezza idrogeologica della zona fin dalla frana del 1997.

A margine dell’audizione, D’Urso ha condiviso un commento sul proprio profilo social, sottolineando la mole di documentazione presentata agli inquirenti: “Per oltre otto ore ho messo a verbale, rispondendo alle puntuali domande del procuratore di Gela, dottor Vella, quanto fatto da me a capo della Protezione Civile regionale nel 1997 dopo la frana di Niscemi. Carte alla mano ho documentato chi e perché politici e burocrati distrussero un percorso tecnico ed amministrativo che per Niscemi aveva progettato ed avviato interventi per 180 miliardi di lire e che per Giampilieri e per i torrenti di Messina aveva individuato le cause di un dissesto che nel 2008 provocò 32 morti.”

D’Urso ha poi aggiunto: “Ho portato i decreti, i contratti e l’accordo con la Protezione Civile nazionale per lo studio, la progettazione e gli interventi in tutta la Sicilia, vanificati da politici miopi e taluni corrotti e da burocrati collusi. Ho anche illustrato le mie perplessità su quanto messo in campo oggi e sulla completa inadeguatezza della attuale struttura siciliana per il contrasto al dissesto.”

Gli inquirenti della Procura di Gela, coordinati dal procuratore capo Salvatore Vella, stanno continuando a raccogliere elementi sia tecnici che amministrativi per ricostruire la catena di responsabilità legata alla frana di Niscemi e verificare eventuali omissioni pregresse che hanno influito sulla sicurezza della cittadina.