Attualità
Fuga di cervelli dalla Sicilia
"L'allarme di Confcommercio: «Persi 56 mila laureati in dieci anni"
La Sicilia continua a perdere giovani laureati e professionalità qualificate, alimentando una fuga di cervelli che rischia di compromettere le prospettive di sviluppo dell’Isola. A lanciare l’allarme è il presidente regionale di Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti, commentando i dati contenuti nel Rapporto Svimez 2026. Secondo le analisi richiamate da Confcommercio, dal 2002 al 2024 quasi 350 mila laureati under 35 hanno lasciato il Mezzogiorno per trasferirsi nelle regioni del Centro-Nord, determinando una perdita netta di circa 270 mila giovani qualificati. A questi si aggiungono oltre 63 mila laureati emigrati all’estero.
Il fenomeno assume contorni particolarmente preoccupanti in Sicilia. Negli ultimi dieci anni, infatti, l’Isola avrebbe perso circa 56 mila laureati, mentre la comunità dei siciliani residenti all’estero ha raggiunto quota 844 mila persone, risultando la più numerosa d’Italia. A pesare è soprattutto il cambiamento nella qualità dei flussi migratori. Se all’inizio degli anni Duemila i laureati rappresentavano circa il 20% dei giovani che lasciavano il Mezzogiorno, oggi la percentuale è salita al 60%. Un altro dato ritenuto particolarmente preoccupante riguarda gli studenti universitari. Nell’anno accademico 2024-2025 quasi 70 mila giovani meridionali hanno scelto di iscriversi ad atenei del Centro-Nord, pari al 13% del totale, con punte che raggiungono il 21% nei corsi Stem.
Confcommercio richiama inoltre l’attenzione sul fenomeno dei cosiddetti “nonni con la valigia”: sempre più anziani over 75 lasciano la Sicilia per ricongiungersi ai figli emigrati o per accedere a servizi sanitari ritenuti più efficienti in altre regioni.