Attualità

Fumarole, l’incubo delle campagne ragusane non si spegne

In prima linea la Polizia Provinciale di Ragusa non abbassa la guardia

di Leuccio Emmolo -

Non accennano a placarsi le “fumarole”, il deprecabile fenomeno che da decenni affligge la fascia trasformata del ragusano. Le colonne di fumo nero, visibili soprattutto nelle ore notturne o all’alba, continuano a sollevarsi dalle zone a intensa vocazione serricola, segnando un confine indelebile tra le eccellenze agricole del territorio e le pratiche illegali che ne compromettono l’immagine e la salubrità.

 

In prima linea contro questa pratica, la Polizia Provinciale di Ragusa non abbassa la guardia. Sotto la guida del Comandante Raffaele Falconieri, il Nucleo di Polizia Ambientale ha predisposto piani di controllo capillari che interessano, in particolare, i territori di Ragusa, Santa Croce Camerina, Acate, Comiso e Vittoria.

 

 La repressione: pattugliamenti mirati, spesso avvalendosi di appostamenti strategici sui monti iblei per avvistare da lontano i roghi e permettere interventi rapidi. I responsabili, una volta individuati, vengono puntualmente deferiti all’Autorità Giudiziaria.

 

Come ribadito più volte dai vertici della Polizia Provinciale, la repressione rimane uno strumento fondamentale, ma l’auspicio resta quello di un cambiamento radicale nella cultura agricola locale.