Cronaca
Furti e vandalismi riaccendono il dibattito sulla sicurezza
Diversi episodi di microcriminalità tornano a scuotere il centro storico di Modica, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza e la vivibilità della zona. Nel giro di poche ore un furto all'interno della Libreria Mondadori e il danneggiamento di un distributore di benzina. Episodi di matrice diversa ma che amplificano la preoccupazione di residenti e commercianti
Un vetro in frantumi a Modica Bassa, l’ennesimo, ai danni dell’ultimo distributore di benzina rimasto al Corso Umberto. Preso singolarmente, l’atto vandalico della scorsa notte potrebbe sembrare una semplice bravata notturna. Ma nel contesto attuale, quel vetro spaccato diventa lo specchio di una frustrazione collettiva in un centro storico dove il confine tra anarchia e sicurezza sembra essersi pericolosamente assottigliato. Il gestore ci ha detto che, a parte il danno già riparato, nulla è stato sottratto; nel registratore di cassa prelevato nel tentativo di rubare qualche spicciolo, non c’era nulla. Le immagini delle telecamere dell’impianto sono al vaglio degli inquirenti per identificare l’autore di questo gesto che si somma ad un altro episodio di solo ventiquattr’ore prima: il furto all’interno della libreria Mondadori sul Corso Umberto. Un uomo, poi individuato e riconducibile alla cerchia della tossicodipendenza locale, si è introdotto nel locale puntando ai portafogli; due episodi di matrice chiaramente diversa ma che insieme amplificano lo stesso identico senso di insicurezza tra i cittadini. Non è un caso che nelle scorse ore, a seguito del furto, le forze dell’ordine abbiano voluto compiere un giro perlustrativo sul Corso per parlare direttamente con le vittime del reato e testimoniare la vicinanza delle istituzioni, poche ore prima che i vandali colpissero il distributore di carburante. Sembra quasi una beffa che a subire il furto sia stata proprio Piera Ficili, la titolare della libreria Mondadori, in prima linea all’interno del Comitato per il centro storico. Nelle more dell’istituzione di un tavolo tecnico comunale nato per parlare di rivitalizzazione, la commerciante aveva chiesto con forza che si parlasse soprattutto di sicurezza e che i presidi delle forze dell’ordine venissero fisicamente riportati nel cuore della città alta e bassa. I numeri, del resto, parlano chiaro. Vito D’Antona di Sinistra Italiana ha sollevato i dati di un recentissimo sondaggio lanciato proprio dal Comitato, che vede legalità e sicurezza balzate in cima alle preoccupazioni di residenti e operatori economici. Da D’Antona arriva una richiesta di intervento pragmatico a Palazzo San Domenico: videosorveglianza capillare, che in realtà lo è già molto e ha aiutato parecchio nella immediata risoluzione di gravi atti vandalici e potenziamento immediato dell’organico della Polizia Locale. La questione è ormai anche un acceso scontro politico. Il movimento Alternativa Socialista, in una nota indirizzata al Sindaco, ha attaccato frontalmente l’atteggiamento prudente delle istituzioni, accusate di voler quasi negare la realtà per il timore di “danneggiare l’immagine della città”. Secondo il gruppo, l’inerzia rischia di incancrenire il problema: la ricetta proposta chiede di andare alla radice del disagio, contrastando il degrado umano, l’abuso di alcol e droghe, e coinvolgendo scuole e quartieri. Modica, avvertono, non può essere ridotta a un semplice palcoscenico per eventi isolati. La richiesta che sale dal Corso Umberto, daccapo, non è quella di spegnere le tenui luci della movida, ma di riaccendere i presidi di sicurezza. Perchè per fermare il piccolo spaccio, i furti nelle attività che resistono o il vandalismo notturno, serve la presenza dello Stato. Solo così la vitalità economica e la legalità possono continuare a camminare di pari passo.