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Galvagno a processo, udienza rinviata al 18 giugno
Regione ed Ars chiedono di costituirsi parte civile
Si è aperto a Palermo ed è stato subito rinvato al 18 giugno il processo che coinvolge il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e il suo autista Roberto Marino.
Le posizioni di Galvagno e del suo autista sono state riunite in un unico procedimento.
Galvagno, che ha scelto il giudizio immediato saltando l’udienza preliminare, è imputato per corruzione, peculato e truffa. Al centro dell’inchiesta, l’assegnazione di fondi pubblici a soggetti ritenuti vicini e l’utilizzo dell’auto blu per fini non istituzionali. Contestazioni che coinvolgono anche l’autista, accusato di aver presentato note spese per viaggi mai effettuati.
La Presidenza della Regione e l’Assemblea regionale hanno chiesto di costituirsi parte civile, segnando subito il peso istituzionale della vicenda. Su questo punto i giudici decideranno alla prossima udienza.
Secondo la Procura, emergerebbe un sistema di relazioni e scambi all’interno di un “cerchio magico”, documentato anche da intercettazioni ambientali, alcune realizzate nell’abitazione dello stesso Galvagno. Elementi che la difesa contesta, annunciando battaglia sulla loro utilizzabilità e sollevando anche la questione della competenza territoriale. Secondo i legali di Galvagno, il processo va trasferito al tribunale di Catania.
Le due posizioni sono state riunite in un unico procedimento. La prossima udienza è fissata per il 18 giugno, quando il tribunale dovrà pronunciarsi anche sulle richieste di costituzione di parte civile.
È uno dei filoni di un’inchiesta più ampia, che continua a produrre effetti giudiziari e politici, e che tiene alta l’attenzione su uno dei ruoli chiave delle istituzioni siciliane.