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Giovanni Moscato audito in Commissione Antimafia

Al termine dell’audizione ha ringraziato il presidente del Comitato Salvo Sallemi e la presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo

di Sergio Randazzo -

Una giornata definita “importante” non solo sul piano personale, ma per un’intera comunità. L’ex sindaco di Vittoria, Giovanni Moscato, in carica dal 2016 al luglio 2018, è stato ascoltato dal Comitato della Commissione parlamentare Antimafia competente sugli enti locali, nell’ambito dell’attività di revisione della normativa sullo scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose. Un’audizione che arriva a distanza di anni dal provvedimento che portò allo scioglimento del Consiglio comunale di Vittoria ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali, misura che l’ex primo cittadino continua a ritenere ingiusta. Il Comitato, presieduto dal senatore Salvo Sallemi, ha ascoltato l’ex sindaco nell’ambito di un ciclo di approfondimenti finalizzati a valutare possibili modifiche alla normativa vigente. Presenti componenti di diversi schieramenti politici.

Nel corso dell’intervento, l’ex amministratore ha illustrato la vicenda che ha interessato il Comune di Vittoria, precisando di essersi basato esclusivamente sulle risultanze processuali e sugli atti ufficiali, senza esprimere valutazioni personali. L’obiettivo dichiarato è stato quello di fornire elementi utili al dibattito sulla riforma della norma.

Secondo l’ex sindaco, l’articolo 143 rappresenta “un caposaldo del sistema” nel contrasto alle infiltrazioni mafiose negli enti locali, ma necessita di correttivi che possano evitare, in futuro, errori o applicazioni ritenute sproporzionate.

“Lo scioglimento – ha ribadito – non ha colpito soltanto me come uomo e come sindaco o la classe politica dell’epoca, ma ha inciso profondamente sull’intera comunità vittoriese”. Un provvedimento che, a suo dire, avrebbe prodotto anche un danno reputazionale alla città, finita sotto i riflettori nazionali.

Il caso Vittoria, ha sottolineato, sarebbe stato definito da alcuni componenti della Commissione come uno degli esempi più controversi nell’applicazione della norma.

L’ex primo cittadino ha spiegato di aver voluto raccontare la vicenda anche per evitare che situazioni analoghe possano ripetersi in altri Comuni, ricordando che sono numerosi i sindaci, di diversi orientamenti politici, che negli anni hanno contestato provvedimenti di scioglimento ritenuti ingiusti.

Al termine dell’audizione ha espresso l’auspicio che il proprio contributo possa risultare utile nel percorso di riforma legislativa e ha ringraziato il presidente del Comitato Salvo Sallemi e la presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo per il lavoro di approfondimento avviato.