Attualità

I bimbi di Gibilmanna, sullo sfondo un giallo internazionale

La Procura dei Minori di Palermo mette in sicurezza i due minori e intanto la magistratura vuole fare luce sulle attività finanziarie della setta guidata dal santone Shanti

di Piero Messina -

Dalle mura crepate del casolare di Gibilmanna emerge in filigrana un possibile giallo internazionale, con al centro Shanti Koppikar, il santone indo tedesco della comunità che prende il suo nome.

La vicenda parte dall’esposto del padre di una donna finita nella rete della comunità che professa l’elevazione spirituale e il rifiuto di tutto ciò che è terreno.  Da qui è partito l’intervento della Procura dei Minori di Palermo, con il blitz di sabato scorso per mettere in sicurezza i due minori che vivevano nella comunità del bosco. trovati senza scuola, senza cure, fuori da ogni rete istituzionale.

Ma la storia si allarga. Perché quella donna non arriva da un contesto marginale. Studi nelle scuole private di Palermo, specializzazione in Svizzera, carriera internazionale nell’architettura. Poi la rottura. L’incontro con il santone, la vita che cambia traiettoria, la famiglia che si allontana.

Entra nella cerchia ristretta. Diventa fiduciaria della fondazione londinese di Koppikar. Intanto, le società legate al guru falliscono, mentre lui continua a muoversi tra Dubai, Vienna, Scozia. Auto di lusso, consulenze online, donazioni da tutto il mondo. In Scozia la setta di Shanti prova a prendere possesso del castello Glenborrodan, ma lascia un buco da quasi 5 milioni di euro… Dal castello la strada porta dritto nel bosco di Gibilmanna

In Sicilia? I suoi seguaci vivono senza luce, senza telefoni, senza scuola. Una comunità che rifiuta il sistema, ma che dipende da una guida centrale. Un equilibrio fragile, che ora si rompe. Con la Procura di Termini che adesso vuole capire come procedere e contro chi.