Attualità
I centri storici muoiono? Non a Noto…
Mentre i centri storici del Sud-Est siciliano – da Modica a Ragusa, fino a Vittoria – combattono contro le saracinesche abbassate, lo svuotamento commerciale e la desertificazione, c'è una realtà che viaggia in controtendenza assoluta: è Noto. Nella capitale del Barocco non solo non esiste un singolo locale sfitto sul Corso, ma l'economia locale attira nuovi residenti e fa crescere l'occupazione
Da un lato la desertificazione, la fuga dei residenti e i salotti buoni delle città vicine trasformati in aree di marginalità e abbandono. Dall’altro, un centro storico dove trovare una vetrina libera è ormai un’impresa impossibile. Il contrasto tra Noto e la maggior parte del Sud-Est siciliano non è mai stato così marcato. Ma dietro quello che tutti chiamano ‘Modello Noto’ non c’è solo la fortuna di una conformazione urbana lineare. C’è una strategia precisa che parte da lontano.
Una strategia che si è poggiata su pilastri amministrativi ben definiti. Il primo è una forte sinergia tra pubblico e privato. Invece di lasciare il patrimonio immobiliare del Comune a prendere polvere, l’amministrazione netina ha avviato una massiccia politica di messa a bando dei locali di proprietà pubblica, stimolando gli investimenti dei privati e garantendo che nessun angolo del centro rimanesse al buio.
Ma l’errore più comune dei centri storici moderni è quello di trasformarsi in enormi, identici ‘mangiatoi’ all’aperto, dove il cibo fagocita ogni altra attività. Noto ha schivato questa trappola imponendo e incentivando la diversificazione merceologica. Accanto a caffè e ristoranti, il tessuto commerciale resiste grazie ad artigianato, moda, gallerie d’arte e boutique
I risultati di questa ricetta vanno oltre il fatturato turistico: a Noto crescono i posti di lavoro e, dato ancor più clamoroso per il Mezzogiorno, cresce la popolazione residente. Merito soprattutto di cittadini stranieri, attratti dalla qualità della vita e dal dinamismo economico, che scelgono non solo di investire, ma di trasferire ufficialmente la propria residenza tra le vie del barocco, ripopolando un centro che altrimenti sarebbe rimasto un guscio vuoto per soli visitatori.