Cronaca
I due operai morti a Palermo lavoravano in nero
Incidente sul lavoro questa mattina a Palermo, in via Ruggero Marturano. Due operai sono morti dopo il ribaltamento del cestello di una gru durante lavori di ristrutturazione di un edificio. Sulla vicenda sono intervenuti duramente anche i sindacati, che chiedono di fare piena luce sull’accaduto e di rafforzare controlli e misure di sicurezza nei cantieri.
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Lavoravano in nero i due operai, Daniluc Tiberi Un Mihai e Najahi Jaleleddine, morti precipitando dal cestello di una gru a Palermo mentre eseguivano delle opere in un appartamento al decimo piano di uno stabile. Dai primi accertamenti degli investigatori, confermati anche dalle testimonianze dei familiari delle due vittime, non avrebbero avuto alcun contratto e non risulterebbero iscritti né alla Cassa edile né alla Edilcassa. ++++
Nelle prossime ore il titolare della ditta Edil Tech per la quale lavoravano i due operai morti cadendo dal decimo piano mentre erano su una gru, a Palermo, e il committente delle opere proprietario dell’appartamento interessato dai lavori, verranno iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo. Si tratta di un atto dovuto che consentirà loro di partecipare con propri consulenti all’esame autoptico sui corpi fissato, per lunedì, all’istituto di medicina legale del Policlinico.
Le indagini, coordinate dalla procuratrice aggiunta Laura Vaccaro arrivata in mattinata sul luogo dell’incidente, dovranno ricostruire la dinamica dei fatti, la posizione contrattuale dei due operai – un tunisino e un romeno – e lo stato di manutenzione del mezzo. Il braccio della gru, infatti, si è spezzato e il cestello con le due vittime è precipitato.
Tragedia sul lavoro questa mattina a Palermo, in via Ruggero Marturano. Due operai sono morti dopo essere precipitati da una gru durante alcuni lavori di ristrutturazione di un palazzo. Secondo una prima ricostruzione, il cestello su cui si trovavano i lavoratori si sarebbe ribaltato facendoli cadere nel vuoto, probabilmente dal decimo piano. L’impatto è stato fatale per entrambi. Le vittime sono due uomini di 50 e 41 anni, identificati come Daniluc Tiberi Un Mihai e Najahi Jaleleddine. Un terzo operaio, dipendente del vicino gommista, è rimasto ferito alla testa dopo essere stato colpito dal cestello precipitato sulla tettoia dell’officina. Proprio la presenza dei copertoni dell’attività commerciale avrebbe attutito l’impatto, evitando conseguenze ancora più gravi: altri lavoratori presenti in zona sono rimasti illesi. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, il personale del 118 e la polizia, che hanno avviato i rilievi per chiarire la dinamica dell’incidente e verificare il rispetto delle norme di sicurezza nel cantiere. Un testimone ha raccontato che gli operai si trovavano nel cestello per lavori sulla facciata e sui balconi quando sono precipitati, sottolineando come il bilancio avrebbe potuto essere ancora più grave, anche per la presenza del vicino mercatino rionale particolarmente affollato.
La notizia ha subito suscitato reazioni istituzionali. Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha espresso cordoglio alle famiglie delle vittime e vicinanza al lavoratore ferito, sottolineando come “non sia accettabile continuare a morire mentre si lavora”. Anche il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha parlato di una tragedia che richiama ancora una volta l’urgenza del tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, annunciando il rafforzamento degli ispettori regionali. Durissime le reazioni dei sindacati, che parlano di ennesima strage e chiedono più controlli, formazione e interventi immediati per fermare quella che definiscono una vera e propria emergenza.