Attualità
Il carcere Malaspina a pezzi, blitz del capodipartimento Sangermano
In visita all’istituto minorile per fare il punto sulla crisi: struttura in pieno degrado e organico della penitenziaria sottodimensionato
Al carcere per minori Malaspina di Palermo arriva il capo del Dipartimento per la giustizia minorile, ma ad accoglierlo c’è un istituto che cade a pezzi.
Oggi visita al carcere minorile Malaspina di Palermo per il capo Dipartimento Antonio Sangermano, insieme ai vertici della giustizia minorile. In programma incontri con il personale, sopralluoghi nelle celle e confronto diretto con i detenuti.
Dietro l’agenda ufficiale, emerge una realtà che preoccupa. Dentro il Malaspina, le cassette antincendio sono vuote, gli estintori assenti nei corridoi. In caso di emergenza, il rischio è concreto. I tetti perdono acqua, le pareti sono pericolose, alcune celle sono state chiuse perché inagibili.
Oggi qui vivono 28 ragazzi, storie difficili, provenienti da contesti di marginalità e criminalità. Ma anche chi lavora dentro l’istituto è in difficoltà: dovrebbero esserci 60 agenti, ce ne sono appena 20. E spesso, denunciano i sindacati, le agenti donne sono lasciate sole, esposte anche ad aggressioni.
Le denunce – come raccontato dal quotidiano La Repubblica – sono nero su bianco. Telecamere rotte da anni, impianti elettrici scoperti, passerelle pericolanti. Una struttura che, secondo il sindacato Osapp, non è più adeguata né per chi è detenuto né per chi ci lavora.
E mentre si parla di rieducazione e reinserimento, la realtà è fatta di tensioni, violenze e degrado. Solo pochi giorni fa, un giovane detenuto è stato pestato all’interno della struttura.
La richiesta è chiara: anche il procuratore dei Minori Claudia Caramanna condivide l’allarme, non più interventi tampone, ma una ristrutturazione totale.
Perché qui, al Malaspina, il rischio è che la pena non sia solo la detenzione. Ma il degrado. Per sempre.