Attualità

Il caso diga Garcia finisce in procura

Intanto ci sono novità sugli altri bacini e il dissalatore

di francesco appari -

In provincia di Trapani si continua a fare i conti con la crisi idrica. E adesso la gestione della diga Garcia finisce sotto la lente della magistratura.

Il vicepresidente di Italia Viva, Davide Faraone, ha presentato una denuncia alla Procura di Termini Imerese, parlando di “gravi errori, lavori mai eseguiti e decisioni sbagliate” che hanno lasciato senz’acqua oltre 50 mila cittadini e agricoltori.

Durante un sopralluogo del 24 novembre, Faraone ha evidenziato diverse criticità: il letto del fiume Belice sarebbe ancora pieno di fango e detriti, gli interventi fatti sarebbero stati eseguiti a valle anziché a monte, e soprattutto l’invaso sarebbe stato svuotato per uso agricolo nonostante le scorte fossero già al limite. A questo si aggiungerebbe una clamorosa sovrastima delle riserve idriche disponibili. Calcoli errati che hanno fatto sprofondare il Trapanese in una crisi idrica paradossale, in un periodo in cui le piogge costanti potevano far respirare le riserve idriche.

Secondo Faraone, le misure adottate finora sono tardive, costose e non risolvono il problema.

Tra queste c’è il collegamento tra la diga Garcia e il lago Arancio. Un intervento che sarà completato entro dieci giorni, come ha comunicato l’assessore regionale Luca Sammartino ai rappresentanti dell’Ati Idrico Trapani. È stato inoltre approvato il raddoppio della capacità del dissalatore di Trapani, che entro giugno passerà da 100 a 200 litri al secondo.

Intanto una buona notizia arriva per gli agricoltori: il Ministero delle Infrastrutture ha dato il via libera all’innalzamento del livello massimo della diga Trinità, che potrà salire da 62 a 64 metri. Un cambiamento importante, che permetterà di trattenere più acqua ed evitare gli sversamenti in mare visti nelle scorse settimane.

Prima, però, bisognerà completare una serie di lavori di messa in sicurezza già avviati, per un totale di circa 1,5 milioni di euro. L’obiettivo è concluderli entro 40 giorni, per sfruttare al massimo la stagione delle piogge.