Attualità

Il centro storico di Modica visto dagli studenti

Studiare in edifici che raccontano la storia, vivere ogni giorno il cuore della città ma fare i conti con disagi concreti. Dal consiglio comunale aperto sul centro storico di Modica, è emersa anche la voce degli studenti, tra opportunità e criticità. Sullo sfondo anche il tema della partecipazione e dell'integrazione, con l'assenza in aula consiliare delle comunità straniere.

di Chiara Scucces -

C’erano anche i giovani al centro del Consiglio comunale aperto dedicato al rilancio del centro storico di Modica; hanno risposto presente all’invito della presidente del consiglio comunale di Modica Maria Cristina Minardo che ha rivolto anche a loro. A   prendere la parola, i rappresentanti degli studenti del Liceo classico e del Liceo Verga, che hanno portato un punto di vista diretto e concreto sulla vita quotidiana nel cuore della città. Un intervento che ha messo in evidenza, prima di tutto, il valore aggiunto di studiare in centro storico, in edifici che sono essi stessi parte della storia di Modica. Come il Liceo Galilei Campailla o l’edificio che ospita l’ex istituto magistrale, oggi frequentato dagli studenti del Liceo Verga.

Ma accanto al fascino e all’identità di questi spazi, gli studenti non hanno nascosto le difficoltà. Su tutte, quella dei parcheggi a pagamento; un tema già sollevato da commercianti e operatori, ma che per gli studenti diventa un ostacolo concreto alla quotidianità. E poi lo sguardo si è spostato sulla vita oltre la scuola. I giovani hanno parlato apertamente di una movida che, di fatto, per la loro generazione sul Corso non c’è: pochi spazi di aggregazione, poche occasioni per incontrarsi e vivere il centro anche dopo l’orario scolastico.

Un intervento lucido, che ha restituito una fotografia chiara: il centro storico è ancora vissuto dai giovani, ma ha bisogno di essere ripensato anche a misura loro. Ma il centro storico ospita anche infanzia, primaria e secondaria di primo grado, realtà che oggi fanno i conti con lo spopolamento e con un calo costante di famiglie residenti. Scuole sempre più frequentate da bambini provenienti da famiglie straniere, perché sono proprio queste nuove comunità a vivere stabilmente il centro. Una realtà ben rappresentata dalla dirigente scolastica Grazia Basile, una preside di frontiera da sempre impegnata sui temi dell’integrazione. E proprio su questo punto si è aperta una riflessione: dopo il consiglio è stata segnalata l’assenza delle comunità islamiche, parte integrante del tessuto sociale del centro storico. Ma un invito era stato formalmente rivolto dalla Presidenza del Consiglio al rappresentante delle comunità islamiche. Invito che, però, non ha trovato riscontro nella presenza in aula, non nelle intenzioni istituzionali.