Ragusa
Il Comitato Centro Storico Modica, replica a Confcommercio
Tra i passaggi: 'Il centro storico di Modica non ha bisogno di divisioni né di sovrapposizioni'
Riceviamo e pubblichiamo:
In riferimento alle recenti dichiarazioni di Confcommercio provinciale sul futuro del centro storico di Modica, riteniamo necessario intervenire per ristabilire alcuni elementi di chiarezza.
Il Comitato Centro Storico Modica nasce da un percorso spontaneo e partecipato che ha coinvolto, in poche settimane, decine di residenti e operatori economici. Non rappresenta interessi di parte né risponde a logiche associative o di categoria, ma esprime un bisogno reale e diffuso: quello di affrontare in modo serio, condiviso e strutturato la crisi profonda che il centro storico sta vivendo.
Per questo motivo, osserviamo con rammarico come il recente intervento di Confcommercio sembri andare in una direzione diversa: non quella del confronto aperto e costruttivo, ma piuttosto quella della delegittimazione di un’iniziativa civica che ha il solo obiettivo di contribuire al bene della città.
Non entriamo nel merito delle dinamiche interne ad altre organizzazioni, ma non possiamo non rilevare come proposte e documenti che riguardano il futuro del centro storico dovrebbero nascere da un reale coinvolgimento della base e non essere percepiti come decisioni calate dall’alto.
Il centro storico di Modica non ha bisogno di divisioni né di sovrapposizioni, ma di un lavoro comune, serio e continuativo. Il Comitato ha già indicato con chiarezza una strada: partire dalle urgenze concrete – decoro, sicurezza, legalità, servizi – e costruire, attraverso un tavolo permanente, un percorso condiviso con istituzioni, associazioni e cittadini.
Ribadiamo con forza che il nostro impegno non è contro qualcuno, ma per qualcosa: per il recupero di un centro storico che rischia ogni giorno di perdere ulteriormente residenti, attività e identità.
Siamo disponibili al confronto con chiunque voglia contribuire in modo leale e trasparente. Allo stesso tempo, non possiamo accettare che si continui a procedere lungo percorsi che non tengono conto di quanto emerso con chiarezza nel dibattito pubblico e nella partecipazione dei cittadini.
Il tempo delle analisi è finito. Serve coerenza, metodo e responsabilità.
Il Comitato continuerà, con determinazione, a portare avanti il proprio lavoro.