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Il coraggio delle scelte, lezione da leader di Jacinda Ardern

La prima ministra neozelandese annuncia le dimissioni: “Non ho più energia per guidare il paese nel modo giusto”

di Sergio Randazzo -

Fallimento o salvezza?

Se c’è un bagaglio che ci porteremo dietro per anni, figlio non desiderato, ma infine amatissimo del triennio pandemico, è proprio questo: aver imparato a dire basta, no, forse, vediamo. Aver imparato a contenere quella severità che contraddistingue – ai quattro angoli del globo – gli ultimi nati della generazione X e i Millennial. O almeno aver capito che una exit strategy non è un fallimento ma spesso una salvezza. Proprio come la quarantaduenne prima ministra neozelandese Jacinda Ardern, che ha annunciato le proprie dimissioni dopo cinque anni abbondanti alla guida del paese. Cinque anni ricchi di sfide non solo per il Covid-19, forse fra i più movimentati nella storia recente del paese a partire dagli attentati di Christchurch nel 2019 con 51 morti e decine di feriti.

Chapeau

La leader laburista, che dal 2017 al 2020 ha guidato un governo di coalizione e dalle elezioni del 2020 è al vertice di uno storico esecutivo a maggioranza labour, ha detto che durante l’estate aveva sperato di trovare l’energia per andare avanti “ma non sono stata in grado di farlo”. Aggiungendo in un breve annuncio alla stampa ricco di commozione che “guidare un paese è un compito di massimo privilegio, ma anche uno tra i più faticosi. Non puoi e non dovresti affrontarlo a meno di non avere un serbatoio pieno. E un po’ di riserva per le sfide inaspettate”. Di energia, come ha d’altronde ribadito, non ce dunque n’è più. E allora è il momento di lasciare, recuperare tempo per la figlia Neve di 4 anni e per il matrimonio con il compagno Clarke Gayford, perché “anche i politici sono umani. Facciamo tutto quello che possiamo per tutto il tempo che possiamo, e poi a un certo punto è ora di andare”. E non ci viene poi molto altro da dire che: chapeau.

FONTE wired.it


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