Attualità

Il jazz nel cuore di Bufalino: il successo del concerto con Fabrizio Bosso

Il jazz come passione profonda, viscerale, specchio di una libertà espressiva senza confini. È l'omaggio che il “Giovanni Di Giacomo Quartet” e il trombettista Fabrizio Bosso hanno voluto rendere a Gesualdo Bufalino nell'ambito del festival “L'ingegnere di Babele”, promosso dalla Fondazione intitolata allo scrittore comisano. Una serata di grande eleganza che, lo scorso fine settimana, è stata anche l'occasione per presentare il nuovo progetto discografico del quartetto

di Chiara Scucces -

Sotto la luce di Gesualdo Bufalino, le lingue delle arti smettono di essere straniere: si cercano, si riconoscono e si rispondono. È questo lo spirito profondo che anima “L’ingegnere di Babele”, il festival promosso dalla Fondazione Bufalino, che lo scorso fine settimana ha regalato al pubblico un appuntamento di straordinaria intensità. Sul palco, il Giovanni Di Giacomo Quartet e la tromba straordinaria di Fabrizio Bosso hanno dato vita a “Bufalino in Jazz”, un omaggio raffinato a una delle passioni più viscerali e private dello scrittore comisano. Bufalino non fu solo un immenso narratore, ma un profondo conoscitore del jazz, di cui amava la libertà espressiva e la capacità di reinventarsi. Un legame eterno, testimoniato dalla preziosa collezione di dischi custodita nella sua biblioteca. A dialogare sul palco, una formazione d’eccezione: Giovanni Di Giacomo al sax alto, Gianluca Di Ienno al pianoforte, Carlo Bavetta al contrabbasso e Pasquale Fiore alla batteria.