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Il paradosso di Ragusa: 43 mila assunzioni e una crisi delle competenze

Economia e lavoro: un paradosso colpisce la provincia di Ragusa. Secondo gli ultimi dati di ANCE e Unioncamere, nel 2027 le imprese locali programmeranno oltre 43 mila assunzioni. Un dato positivo che dimostra la crescita del territorio. Eppure, un'assunzione su due rischia di saltare perchè manca il personale qualificato.

di Chiara Scucces -

Quarantatremila posti di lavoro pronti nei settori dell’industria, dell’agricoltura e, soprattutto, delle costruzioni. L’economia di Ragusa è dinamica e vuole investire. Tuttavia, quasi il 50% di queste posizioni rischia di rimanere scoperto. Le aziende segnalano due problemi principali: la mancanza di candidati e una preparazione professionale non adeguata alle richieste del mercato. Il settore edile è quello più in difficoltà. Con la fine dei bonus edilizi e l’accelerazione dei cantieri pubblici legati al PNRR, servono figure nuove. Mancano operai specializzati, tecnici, impiantisti e capicantiere. A pesare sul futuro della provincia ci sono anche la denatalità, l’invecchiamento della popolazione e la fuga dei giovani verso altre regioni. “La vera infrastruttura strategica del futuro sarà il capitale umano, dice il direttore ANCE Ragusa, Giuseppe Guglielmino. Opere pubbliche e transizione digitale richiedono competenze specializzate. Per questo dobbiamo unire imprese, scuole e istituzioni in una forte alleanza per la formazione.” Per ANCE Ragusa, la sfida dei prossimi cinque anni è chiara: trasformare i fondi disponibili in una crescita stabile. Il Presidente di ANCE, Giorgio Firrincieli, conferma che Ragusa ha le potenzialità per essere uno dei territori più competitivi del Mezzogiorno. Ma serve un piano urgente per dare alle imprese le competenze necessarie e permettere ai giovani di costruire qui il proprio futuro.”