Agrigento

Impatto mortale, Canicattì in lutto per i 4 braccianti

Procura apre inchiesta

di Redazione -

Quattro vite spezzate alle prime luci dell’alba, quattro persone di Canicattì che stavano al lavoro. Braccianti agricoli che lavoravano in una ditta  di raccolta e trasformazione dell’uva. Antonio Agrò, Diego Giordano, Antonino Di Vincenzo e Gioacchino  Ferrigno non ce l’hanno fatta: la Fiat Punto su cui viaggiavano si è scontrata violentemente con un mezzo pesante lungo la Statale 123 “Di Licata”, all’altezza di Naro. Sull’accaduto la Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto ufficialmente un fascicolo d’inchiesta.  I rilievi sul luogo dell’impatto sono stati condotti dai Carabinieri della Compagnia di Licata e dalla Polizia Stradale. Gli inquirenti stanno vagliando ogni elemento, analizzando le tracce di frenata e le traiettorie dei veicoli: tra le ipotesi principali restano una perdita di controllo del mezzo o una manovra di sorpasso improvvisa, complicata dalla scarsa visibilità delle prime ore del mattino.  La notizia ha gettato nello sconforto l’intera comunità di Canicattì. Il sindaco, Vincenzo Corbo, ha espresso il profondo dolore della città e ha annunciato che, nel giorno delle esequie, che si terranno non appena la Magistratura restituirà le salme alle famiglie, verrà proclamato il lutto cittadino. Forte anche la reazione dei sindacati di categoria, FLAI-CGIL, FAI-CISL e UILA-UIL, che tornano a denunciare i pericoli e le condizioni di sicurezza legate agli spostamenti dei lavoratori agricoli lungo le arterie interne dell’isola. Dopo diverse ore di chiusura totale per consentire le operazioni di soccorso, i rilievi di legge e la rimozione dei veicoli incidentati, la carreggiata è stata ripulita dal personale Anas e il traffico sulla Statale 123 è tornato alla normalità. Ma sulla comunità di Canicattì e su tutta l’Agrigentino resta l’ombra pesante di un’ennesima tragica mattina di lavoro trasformata in dramma.