Attualità
Inaugurato l’anno giudiziario 2026
L’anno giudiziario 2026 si apre così all’insegna della continuità nell’azione di contrasto alla criminalità
“Per non trasformare l’esperienza del Pnrr nell’ennesima occasione perduta, oggi vi è l’esigenza, più forte che mai di rafforzare una sintonia tra istituzioni giudiziarie, avvocatura e istituzioni politico-amministrative nell’individuare, condividere e affrontare i problemi del nostro tempo”. Lo ha detto il presidente del Tribunale di Palermo, Piergiorgio Morosini, alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario.
“Ma il clima di questo periodo – ha aggiunto – non pare particolarmente favorevole. In questa campagna referendaria, in tanti, anche nelle istituzioni e in segmenti non trascurabili dell’avvocatura, accusano i giudici italiani di non terzietà o di propensione alla non imparzialità dei giudici italiani. E gli stessi insistono sulla incapacità dei magistrati di eleggere i membri togati nell’organo in difesa della loro autonomia e indipendenza, tanto da volere il sorteggio”.
“Simili interventi, oltre a erodere profondamente la fiducia del cittadino nello Stato – ha osservato Morosini – sono suscettibili di rendere assai difficoltosa quella sintonia tra diversi attori istituzionali e professionali necessaria per avere una giustizia a misura d’uomo”.
“Qualunque sia l’esito della prossima consultazione referendaria – ha concluso il presidente del Tribunale di Palermo – ci sarà molto da lavorare per rinnovare rapporti davvero costruttivi e non solo di mera facciata. Prepariamoci sin d’ora con senso di responsabilità”.
L’anno giudiziario 2026 si apre così all’insegna della continuità nell’azione di contrasto alla criminalità e dell’attenzione alla tutela dei diritti dei cittadini, con l’obiettivo di rafforzare la fiducia della società nella giustizia.