Caltanissetta

Inchiesta sul Cefpas, perquisizioni e otto indagati

Contestate corruzione e falso ideologico

di Sergio Randazzo -

Perquisizioni nella sede del Cefpas e avvisi a comparire per otto persone nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Caltanissetta su presunte irregolarità nella gestione del Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario. Le indagini, avviate nel giugno 2023, riguardano ipotesi di favoritismi, nepotismo e presunti episodi di corruzione all’interno dell’ente regionale. Le attività investigative sono state eseguite dalla Squadra Mobile di Caltanissetta con il supporto dello Sco di Roma e delle Squadre Mobili di Palermo e Agrigento. Contestualmente sono stati notificati avvisi a comparire emessi dal Gip nisseno a otto persone, tra cui un deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana, l’ex direttore del Cefpas, dirigenti pubblici, funzionari e professionisti coinvolti a vario titolo nell’inchiesta.

Al centro dell’indagine vi sarebbe un presunto sistema di gestione degli incarichi e delle consulenze che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe favorito persone vicine a un esponente politico regionale. Tra gli episodi contestati figurano l’assegnazione di incarichi dirigenziali e consulenze, la stipula di accordi tra enti pubblici e l’affidamento di appalti ritenuti dagli inquirenti non giustificati da adeguati requisiti professionali.

La Procura contesta all’ex direttore del Cefpas il reato di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, ipotizzando che avrebbe piegato le proprie funzioni agli interessi di un deputato regionale. In cambio, secondo gli investigatori, avrebbe ottenuto la nomina e il mantenimento dell’incarico di direttore dell’ente. L’accusa di corruzione coinvolge anche il dirigente generale dell’Asp di Agrigento e un funzionario regionale in pensione che avrebbe fatto parte della commissione incaricata della valutazione per l’assegnazione dell’incarico direttivo. A due ulteriori indagati viene invece contestato il reato di falso ideologico.

La richiesta di applicazione di misure cautelari personali è stata depositata dalla Procura il 27 marzo scorso. Sarà ora il Gip a valutare gli elementi raccolti dagli investigatori e a decidere sull’eventuale adozione dei provvedimenti richiesti.