Attualità
Incidente di Torre Faro, il 19enne trasferito in carcere
La Procura contesta ora l'omicidio volontario. Proseguono intanto gli accertamenti investigativi e medico-legali sulla dinamica del tragico incidente
Il giudice per le indagini preliminari ha aggravato la misura cautelare nei confronti del 19enne arrestato per l’incidente in cui ha perso la vita Giulia Scimone, la studentessa di 16 anni travolta e uccisa nella notte tra il 28 e il 29 giugno in via Circuito, a Torre Faro. Per il giovane l’accusa è ora di omicidio volontario. Una contestazione che cambia il quadro dell’inchiesta. Secondo la Procura, i video pubblicati sui social, nei quali Mondo viene ripreso mentre percorre lunghi tratti di strada impennando ad alta velocità, anche poco prima dell’impatto, dimostrerebbero una condotta caratterizzata dalla consapevole accettazione del rischio di provocare conseguenze mortali. Tra i filmati acquisiti dagli investigatori figura anche un’impennata effettuata lungo la tangenziale.
Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, assistito dall’avvocata Antonina Pimpo, il 19enne ha risposto alle domande del giudice, ha ammesso le proprie responsabilità e ha espresso profondo dolore per la morte della ragazza. Intanto proseguono le indagini. All’obitorio dell’ospedale Papardo è in corso l’autopsia disposta dalla Procura e affidata al medico legale Letterio Visalli.
Sotto sequestro anche la motocicletta, intestata al padre del giovane, sulla quale saranno eseguiti accertamenti tecnici per verificare eventuali modifiche che ne avrebbero consentito la guida nonostante la cilindrata superiore a quella consentita. Conclusi gli esami, la salma di Giulia sarà restituita ai familiari. I funerali saranno celebrati sabato alle 16.30 al Duomo, dove la città si raccoglierà per l’ultimo saluto alla sedicenne.