Catania

Intossicazione monossido Rifugio Sapienza, l’inchiesta si allarga

Proseguono le indagini per fare luce sull'intossicazione da monossido di carbonio che ha interessato il Rifugio Sapienza, struttura ricettiva dell'Etna. La causa sarebbe legata al malfunzionamento della condotta di una caldaia. Sotto la lente di ingrandimento della Procura di Catania anche il decesso di un turista avvenuto pochi giorni prima che potrebbe essere legato all'esposizione allo stesso gas

di Bruno Capanna -

Ci sarebbe un malfunzionamento dell’impianto di evacuazione dei gas combusti di una caldaia della cucina alimentata a Gpl, sottostante alcune camere, alla base dell’intossicazione da monossido di carbonio che ha coinvolto lunedì scorso ospiti e dipendenti del Rifugio Sapienza, a Nicolosi, sul versante Sud dell’Etna.

E’ quanto emerge dalla relazione tecnica dei Vigili del Fuoco e dalle indagini dei Carabinieri della stazione di Nicolosi. L’inchiesta della Procura di Catania è coordinata dal procuratore aggiunto Fabio Scavone e dalla sostituta Chiara Milazzo. Dalle indagini è emersa la presenza di monossido di carbonio in più ambienti della struttura, con concentrazioni particolarmente elevate in una delle camere e valori significativi anche nei locali vicini. Alcuni degli ospiti che presentavano sintomi compatibili con l’esposizione al gas sono stati sottoposti ai necessari accertamenti in ospedale. Per tre di loro è stato necessario ricorrere alla camera iperbarica.

Dalla nota ufficiale della Procura si apprende che si indaga anche per accertare se il decesso di un ospite, avvenuto nei giorni precedenti, sia riconducibile all’esposizione allo stesso gas. La Procura ha disposto il sequestro probatorio dell’intera struttura ricettiva per verificare lo stato e la funzionalità degli impianti e determinare con esattezza le cause dell’accaduto.