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La maggioranza Monisteri si assottiglia

“Voce Libera” siede all’opposizione

di Chiara Scucces -

È un consiglio comunale dal clima nuovo quello andato in scena ieri sera a Modica. Per la prima volta, dopo il passaggio ufficiale del gruppo Voce Libera all’opposizione, i banchi della minoranza si sono riempiti, restituendo un’aula consiliare decisamente diversa rispetto all’inizio della sindacatura di Maria Monisteri.

La sindaca, che all’avvio del mandato poteva contare su ventuno consiglieri, oggi ne ha soltanto sette: i consiglieri del partito a cui fa riferimento la sindaca, Forza Italia, e le due consigliere di Prendiamoci Cura. Numeri che rendono la situazione politica più che mai delicata. Durante la seduta, la capogruppo di Voce Libera Rita Cascino ha letto in aula le motivazioni della scelta, già annunciate la scorsa settimana dopo una riunione tutt’altro che serena tra Forza Italia e le forze della coalizione. Nessun rimpasto, almeno per ora, da parte della prima cittadina, che ha difeso il lavoro svolto dalla sua giunta, ribadendo fiducia nei propri assessori. Una posizione che però ha segnato la frattura momentanea con Voce Libera, rappresentata in consiglio da Michelangelo Aurnia, Giorgio Civello e Rita Cascino, che hanno scelto di sedere ufficialmente all’opposizione. La sindaca Monisteri si trova così in un equilibrio politico sempre più precario, costretta a mediare tra le logiche di partito e la necessità di governare una città complessa come Modica.

Anche la conferenza stampa di ieri, convocata insieme agli assessori Antoci e Drago, non sembra andare nella direzione del dialogo: un’occasione per difendere l’operato dell’amministrazione, ma che ha confermato la distanza tra le varie anime della coalizione. Per ora tutto resta in stand-by, ma la sensazione è che la crisi politica a Palazzo San Domenico sia solo all’inizio. E chi pensa che la città possa essere amministrata in queste condizioni, rischia – dicono i più critici – di fare il gioco di quella opposizione che un tempo sedeva fra i banchi della maggioranza ed oggi numericamente è più forte che mai.