Attualità
La nuova rete del turismo archeologico
Non più mete isolate ma un unico distretto della bellezza. Da Piazza Armerina parte la sfida delle aree interne: una sinergia tra comuni, dai mosaici della Villa del Casale alle miniere di Floristella, per trasformare il cuore della Sicilia nella nuova capitale del turismo esperienziale
Il futuro del turismo siciliano passa per le aree interne e, soprattutto, per la capacità di fare squadra. A Piazza Armerina, i comuni del territorio si sono riuniti a Palazzo Trigona per lanciare una nuova strategia di promozione integrata: dai mosaici della Villa del Casale alle miniere di Floristella.
Piazza Armerina si conferma baricentro culturale dell’isola. Tra le sale storiche di Palazzo Trigona, il messaggio uscito dall’incontro con la stampa è chiaro: la sinergia non è più un’opzione, ma una necessità.
Il Parco Archeologico di Morgantina e della Villa Romana del Casale — quarto sito più visitato in Sicilia — non vuole essere un’isola nell’isola, ma il motore di un intero comprensorio che coinvolge Mazzarino, Aidone e Pietraperzia.
Ma c’è anche spazio per il turismo religioso, l’innovazione e l’intrattenimento, come spiega il vicesindaco Ettore Messina, puntando sui festival e sul turismo regionale con il claim “Party dal Centro”.
Un fermento culturale che non si ferma: fino ad agosto riflettori accesi anche sul Museo del Libro Antico, oggi centro multimediale all’avanguardia che custodisce oltre 50.000 volumi tra incunaboli e miniature.
Dalla fiera di Budapest a quella di Utrecht, l’entroterra siciliano è pronto a raccontarsi al mondo. Non più come meta di passaggio, ma come destinazione d’eccellenza.
Il Parco Archeologico di Enna alza l’asticella, puntando sulla tragedia greca a Morgantina con spettacoli di caratura internazionale. Ma i confini dell’area archeologica iniziano a stare stretti: la valorizzazione del sito passerà per tappe prestigiose, con Parigi come vetrina d’eccezione per raccontare il cuore della Sicilia al mondo.
La parola d’ordine del Direttore Carmelo Nicotra è “fare rete”. Un’alleanza stretta tra Comuni, Provincia, Regione e cittadini, per trasformare il patrimonio in un motore di crescita collettiva.