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La protesta delle cerimonie: sit-in alla Curia

Gli operatori del settore e le famiglie chiedono un percorso transitorio per i bambini rimasti fuori dalle Comunioni e tutele per un comparto che lamenta perdite milionarie

di Pinella Rendo -

Questa mattina, davanti all’Arcivescovado di via Matteo Bonello, Confimprese Palermo e il Comitato «Fede, economia e comunità» hanno dato vita a un sit-in di protesta per chiedere un confronto urgente con l’Arcidiocesi guidata dall’arcivescovo Corrado Lorefice.

Al centro della contestazione c’è il nuovo percorso di iniziazione cristiana avviato nel 2024. Il modello prevede un cammino unico della durata di cinque anni che accorpa la Prima Comunione e la Cresima in un’unica celebrazione. Un cambiamento profondo che, secondo gli organizzatori della protesta, ha generato due criticità fondamentali: una di natura sociale e pastorale legata alle famiglie, l’altra strettamente economica. Accanto alle ragioni delle famiglie c’è l’allarme lanciato dagli operatori del settore cerimonie (ristoratori, fotografi, fioristi, atelier e sale ricevimenti).

L’accorpamento dei due sacramenti in un unico evento comporta, di fatto, il dimezzamento delle ricorrenze festeggiate dalle famiglie, con un impatto stimato da Confimprese in perdite per decine di milioni di euro nell’indotto locale.

La richiesta principale avanzata a Monsignor Lorefice, al sindaco Roberto Lagalla, al prefetto e al questore riguarda i bambini rimasti incastrati nel cambio di sistema. Si tratta dei piccoli che, al momento dell’introduzione della riforma, avevano già superato l’età prevista per l’avvio del nuovo ciclo e non hanno quindi potuto intraprendere il percorso fin dall’inizio.

Finora la Curia ha mantenuto una linea di fermezza. L’Arcidiocesi ha ribadito la volontà di proseguire sulla strada tracciata nel 2024. Il sit-in odierno rappresenta dunque un nuovo tentativo di riaprire un canale di dialogo tra la comunità degli operatori economici e le istituzioni ecclesiastiche, nella speranza di individuare una mediazione che tuteli il percorso di crescita dei ragazzi e la tenuta di un intero comparto produttivo.