Attualità

La scalinata “Tucarù”, un nuovo messaggio di inclusione

Simbolo della Giornata dell’Arte 2026 dedicata all’inclusione

di finmedia -

La vera inclusione comincia quando non c’è più bisogno di definirla. Quando diventa normalità, incontro, condivisione e partecipazione. È questo il messaggio che ieri sera ha preso forma e colore sul Lungomare Federico II di Svevia, dove è stata inaugurata la scalinata artistica “TUCARÙ”, protagonista della Giornata dell’Arte 2026 – Diversamente Simili.

L’opera, rappresenta un simbolo concreto di una comunità che sceglie di valorizzare ogni persona, riconoscendo nelle differenze una ricchezza e non un limite. I ragazzi coinvolti nel progetto hanno trasformato una semplice scalinata in un luogo capace di raccontare speranza, partecipazione e appartenenza. I colori vivaci e le frasi che accompagnano i gradini parlano di rispetto, condivisione e crescita comune.

La scalinata è oggi il simbolo di una città che vuole essere sempre più inclusiva e attenta alle fragilità, riconoscendo il valore unico di ogni individuo. L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione di numerose realtà che hanno condiviso gli stessi valori. Tra queste la FIDAPA BPW Italy – Sezione di Gela, presieduta dalla Giusi Rinzivillo.

Importante anche la presenza dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme Cavalieri Ospitalieri,che ha finanziato il progetto  e di Gela Med – Mare, Storia, Futuro, realtà impegnata nella valorizzazione culturale e identitaria della città.

L’inaugurazione della scalinata “TUCARÙ” è l’inizio di un percorso che lascia un segno permanente nel tessuto urbano e sociale di Gela. Da ieri sera quella scala non è più soltanto un collegamento tra due punti della città: è diventata un luogo che racconta una storia di partecipazione, solidarietà e speranza.

Una testimonianza concreta che ricorda a tutti come la diversità non separi, ma unisca. Perché, come recita il messaggio che accompagna l’opera, siamo tutti fatti di mille sfumature: diversi nelle esperienze, ma profondamente simili nell’umanità che ci accomuna.