Cronaca
La ‘stidda’ voleva il controllo di Vittoria
Mafia, vendette e armi da guerra
Un piano criminale spietato, una rete mafiosa in espansione e un elenco di nomi da eliminare. È il quadro inquietante emerso dalle indagini della Procura distrettuale, che ha portato alla luce un tentato omicidio a Vittoria e una strategia più ampia di consolidamento del potere mafioso nella provincia di Ragusa.
Il 25 aprile 2024, un ex collaboratore di giustizia è stato vittima di un agguato. Ferito gravemente, è riuscito a fuggire e a chiedere aiuto. Ma secondo gli inquirenti, quell’attacco non era un episodio isolato: dietro c’era un disegno ben più ampio. Il gruppo mafioso della ‘stidda’, in fase di affermazione sul territorio, avrebbe pianificato l’eliminazione fisica di diversi collaboratori di giustizia presenti a Vittoria. Obiettivo: vendetta e dominio assoluto su tutte le attività illecite della zona.
A rendere ancora più allarmante il quadro investigativo è la disponibilità di armi da guerra, che secondo gli inquirenti sarebbero state pronte all’uso per portare a termine il piano criminoso. Le stesse armi sarebbero servite anche per intimidire imprenditori e commercianti locali, attraverso estorsioni mirate a piegare l’economia cittadina al volere della consorteria mafiosa.
Nel frattempo, davanti al Tribunale collegiale di Ragusa, si è aperto il processo che vede imputati quattro vittoriesi. Difesi da un pool di avvocati, i quattro sono accusati di associazione mafiosa armata. Per tre di loro anche il tentato omicidio è tra i capi d’imputazione, insieme alla detenzione di armi da fuoco, anche clandestine. Il processo si preannuncia lungo e complesso, ma per la comunità di Vittoria è già un segnale forte: lo Stato c’è, e non intende lasciare spazio alla criminalità organizzata.