Attualità

Lampedusa, recuperati 52 reperti archeologici dai fondali: al via nuovi studi su possibili relitti sommersi -VIDEO-

di Sergio Randazzo -

Importante operazione di tutela del patrimonio culturale sommerso a Lampedusa, dove i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Palermo, insieme al Nucleo Subacquei di Messina, alla Motovedetta dei Carabinieri di Lampedusa e alla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, hanno recuperato decine di reperti archeologici dai fondali dell’isola.

Recuperate anfore e manufatti di epoca romana

Le attività si sono concentrate in due diverse aree marine e hanno portato al recupero di 52 reperti risalenti a un periodo compreso tra la tarda età repubblicana romana e l’epoca tardoantica.

Nel tratto di mare davanti a Cala Guitgia sono stati rinvenuti 44 reperti, tra cui due anfore da trasporto parzialmente conservate, numerosi frammenti di anse, colli e puntali di anfore, oltre a un manufatto in piombo probabilmente utilizzato per attività di pesca o recupero di ancore.

Altri otto reperti sono stati recuperati nei pressi del Molo della Madonnina, dove sono emerse tre anfore frammentarie, una contromarra in piombo e ulteriori materiali ceramici di interesse storico.

Scoperte possibili strutture relittuali

Durante le operazioni subacquee sono state individuate anche alcune anomalie sotto lo strato sabbioso che potrebbero essere riconducibili a strutture relittuali sommerse.

La Soprintendenza del Mare avvierà ulteriori approfondimenti per accertarne la natura e valutarne l’eventuale interesse archeologico.

Reperti affidati alla Soprintendenza

Tutti i materiali recuperati sono stati consegnati all’autorità competente per le successive attività di studio, catalogazione e conservazione.