Attualità
Landini: “Aumentare salari e pensioni”
Il segretario generale della Cgil indica le priorità del sindacato
Abbassare il prezzo di benzina e gasolio, aumentare salari e pensioni e intervenire sul fisco per contrastare gli effetti del fiscal drag. Sono alcune delle richieste rilanciate da Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, nel corso del suo intervento dedicato alle emergenze economiche e sociali del Paese. «Noi pensiamo da tempo che bisogna abbassare il prezzo della benzina e del gasolio», ha affermato Landini, sottolineando il peso dell’Iva sul prezzo finale dei carburanti e chiedendo al governo di intervenire sulla componente fiscale.
Al centro dell’intervento anche la perdita del potere d’acquisto. Per Landini, lavoratori dipendenti e pensionati dovrebbero poter contare su una rivalutazione in grado di recuperare l’effetto dell’inflazione reale. Il segretario della Cgil ha quindi rilanciato la proposta di un meccanismo automatico di adeguamento del valore reale di salari e pensioni, collegandola alla necessità di intervenire sul cosiddetto fiscal drag, il meccanismo per cui l’aumento nominale del reddito può determinare un maggiore prelievo fiscale senza un corrispondente incremento del reddito disponibile.
Landini ha portato l’esempio di un lavoratore con un reddito lordo annuo di 30 mila euro, sostenendo che, in assenza di un intervento sul fiscal drag, potrebbe arrivare a pagare tra 1.000 e 1.500 euro di tasse in più. Secondo il segretario generale della Cgil, dal 2022 a oggi lavoratori dipendenti e pensionati avrebbero versato complessivamente oltre 25 miliardi di euro di imposte aggiuntive riconducibili a questo meccanismo. «È un’emergenza salariale ed è un’emergenza di reddito», ha detto, chiedendo interventi strutturali e non «spot elettorali».
Altro capitolo affrontato da Landini è quello del lavoro precario. Il segretario della Cgil ha criticato il ricorso a forme di lavoro e catene di appalti e subappalti, collegandole anche ai rischi per la sicurezza dei lavoratori. Nel suo intervento ha ricordato il caso del giovane morto al Colosseo, indicandolo come esempio delle criticità che, a suo giudizio, possono derivare da un sistema fondato su appalti e subappalti. Ha inoltre richiamato la mobilitazione referendaria della Cgil sul lavoro, sostenendo che milioni di italiani abbiano chiesto di modificare le norme sulla precarietà.
Per Landini la precarietà si intreccia con il fenomeno dell’emigrazione dei giovani qualificati. «Noi stiamo perdendo intelligenze», ha affermato, sostenendo che quasi 100 mila giovani laureati e diplomati lascino ogni anno l’Italia. Da qui la richiesta di creare condizioni di lavoro più stabili e retribuzioni adeguate per evitare che competenze e professionalità formate in Italia vengano utilizzate all’estero.
La parte finale dell’intervento ha assunto un marcato carattere politico. Landini ha parlato di un «evidente attacco» alle libertà costituzionali e ha contestato al governo alcune scelte relative alla magistratura, al diritto di manifestare e al diritto di sciopero. Il leader della Cgil ha inoltre criticato quelli che ha definito attacchi alla libertà di stampa e al giornalismo d’inchiesta, sostenendo che il governo stia mettendo in discussione alcuni valori della Costituzione. Si tratta di valutazioni politiche espresse da Landini, che ha collegato questi temi alla necessità di una mobilitazione a difesa della Carta.
Landini ha infine rilanciato la manifestazione nazionale del 17 ottobre a Roma. L’iniziativa è stata annunciata dalla Cgil insieme a oltre cento associazioni e realtà della società civile nell’ambito del percorso della “Via Maestra”. Al centro della mobilitazione sono indicati, tra gli altri, Costituzione, lavoro, salari, fisco, welfare, sanità e contrasto alle disuguaglianze. «È il momento di scendere in piazza», ha detto Landini, indicando nella piena applicazione della Costituzione il filo conduttore della mobilitazione. Tra gli obiettivi indicati dal segretario della Cgil, aumento dei salari, contrasto alla precarietà, rafforzamento della sanità e dell’istruzione pubblica e un sistema fiscale maggiormente progressivo.