Catania

Lavoratori stranieri sfruttati nelle campagne del calatino

Operazione della Polizia che ha arrestato 3 persone, un italiano e due marocchini, che sfruttavano i lavoratori stranieri impegnati nelle campagne del calatino. Emerse paghe da fame a fronte di 14 ore di lavoro al giorno e condizioni da schiavitù

di Bruno Capanna -

Dovranno rispondere di tratta di esseri umani, intermediazione illecita, sfruttamento del lavoro e atti di crudeltà su animali, le tre persone, un italiano di 54 anni e due marocchini di 52 e 56, arrestate dalla polizia nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Procura di Catania contro lo sfruttamento di lavoratori stranieri nella zona del calatino.

Le indagini si sono avvalse della collaborazione di enti e associazioni che hanno segnalato situazioni di disagio. In un caso un marocchino ha raccontato che uno degli indagati, approfittando della sua condizione di necessità, lo ha indotto a trasferirsi dalla Francia a Ramacca, per poi farlo reclutare nella fattoria dell’indagato italiano. Qui è stato sottoposto a condizioni di sfruttamento con una retribuzione molto difforme da quella prevista. A fronte di un impiego di 14 ore, il compenso era molto inferiore rispetto ai circa 9 euro l’ora previsti. Il lavoratore alloggiava in uno stabile fatiscente, attiguo al deposito del mangime per gli animali, illuminato con un cavo di fortuna, senza riscaldamento e servizi igienici, tanto da essere costretto a lavarsi con l’acqua presa da un contenitore esterno e a espletare i bisogni fisiologici in campagna.

Le penose condizioni igieniche erano aggravate dalla comparsa di topi. In un’occasione, per non fare emergere la presenza sul territorio del lavoratore straniero affetto da un ascesso al collo, il 54enne indagato, senza portarlo in ospedale, gli ha praticato un foro sulla cute con un ago riscaldato sotto la supervisione di un complice. Al 54enne viene contestata anche l’aggravante di aver usato violenza e minaccia indiretta, avendo ucciso alcuni cani con un’arma da fuoco in presenza di un lavoratore, solo perché gli animali non gli avevano obbedito. Una volta, ha persino trascinato un cane, ferito e ancora agonizzante, legandolo con una corda alla sua macchina.