Attualità

Lavoro in fuga, pensioni in crescita: l’Isola va in tilt

L’Isola fra le regioni più “squilibrate” d’Italia

di Redazione -

La Sicilia vive una lenta ma costante trasformazione demografica e sociale. Non è più solo un campanello d’allarme: i numeri raccontano una regione dove i lavoratori diminuiscono, i pensionati aumentano e le nuove generazioni diventano sempre più rare. È questa la fotografia scattata dall’ultimo report del centro studi della Cgia di Mestre, che colloca l’Isola tra le realtà più “sbilanciate” d’Italia. Secondo lo studio, in Sicilia ci sono ormai più pensionati che persone attivamente impiegate. Un disequilibrio che cresce soprattutto per l’alto numero di trattamenti assistenziali e di invalidità, mentre parallelamente calano le nascite.

A livello provinciale, Messina guida la classifica negativa: nel 2024 si registra un saldo di -77.002 tra occupati e pensioni erogate. Subito dopo si collocano Catania, Palermo e Agrigento. A complicare tutto, un lavoro sommerso sempre più diffuso e difficile da misurare, oltre alla disoccupazione.

Sul fronte delle invalidità pesa anche un’altra ombra: quella delle certificazioni false. Le inchieste della Procura di Patti e i ricorsi al tribunale hanno portato alla luce un fenomeno esteso, con circa 50 mila cartelle cliniche non veritiere secondo gli ultimi riscontri. Il quadro finale è netto: Sicilia terra di partenze, di anziani e di pensioni.