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Le spiagge siciliane nel mirino della mafia?

A fine anno entra in vigore la direttiva Bolkestein. C’è il rischio collasso per 30 mila operatori del settore balneare. E senza controlli le gare potrebbero diventare un ghiotto boccone per chi vuole riciclare capitali sporchi.

di Sicilia on Demand -

Le spiagge siciliane rischiano di diventare un business per le mafie e i grandi colossi imprenditoriali, cancellando la storia di centinaia di operatori del settore balneare. E’ il pensiero di Alessandro Cilano, presidente Fiba Esercenti in Sicilia.

Ma perché c’è questo rischio? La stagione balneare è appena iniziata ma nubi oscure si levano sul futuro degli operatori del settore. A fine anno potrebbe entrare in vigore la direttiva Bolkenstein, un sostanziale azzeramento delle concessioni in vigore. I piccoli operatori potrebbero non avere la forza di partecipare alle gare, che potrebbero diventare appannaggio esclusivo di grandi gruppi imprenditoriali internazionali o di imprese capitalizzate con fondi “sporchi”.

La Regione siciliana aveva varato una legge che spostava il problema di dieci anni, al 2033. Ma la Commissione Europea ha risposto picche alla richiesta dell’associazione regionale dei balneari di far applicare quella norma.