Attualità

Le voci di libertà dell’Iran e il caso Alaa Faraj

I diritti, le grandi questioni internazionali e una complessa vicenda giudiziaria che si intreccia con la cronaca nazionale. Sabato sera a Modica, il sagrato della Chiesa di Santa Maria del Soccorso ha ospitato due intensi momenti nell'ambito del festival 'Il mondo visto da qui'

di Pinella Rendo -

Una piazza gremita per riflettere sul valore della libertà e dei diritti umani. Il sagrato della Chiesa di Santa Maria del Soccorso a Modica si è trasformato nel palcoscenico di due importanti momenti di confronto inseriti nel festival “Il mondo visto da qui”. Ad aprire la serata, l’incontro intitolato “L’Iran oltre il silenzio: giovani voci di libertà”, che ha visto la nota attivista Pegah Moshir Pour dialogare con Mario Aversano, portando al centro dell’attenzione la drammatica e coraggiosa lotta dei giovani iraniani.

A seguire, i riflettori si sono accesi sulla presentazione del libro “Perché ero ragazzo”, scritto a quattro mani da Alaa Faraj e dalla moglie Alessandra Sciurba, docente universitaria, con gli interventi di Giorgio Sichera e dell’arcivescovo di Palermo, don Corrado Lorefice. Un’opera nata dalle lettere inviate dal carcere dal giovane libico, già vincitrice del prestigioso Premio Tiziano Terzani. Ma la presenza di  Faraj a Modica coincide con una forte eco mediatica nazionale. Poche ore prima dell’evento, l’avvocato del giovane, Cinzia Pecoraro, è intervenuta duramente tramite l’ANSA per replicare alle dichiarazioni del gioielliere Mario Roggero, il quale, prima di entrare in carcere, aveva criticato la grazia concessa dal Presidente Mattarella parlando di “uno scafista che ha ammazzato 30 persone”. “Un’affermazione piuttosto grave” ha ribattuto il legale, ricordando come la stessa Corte d’Appello di Messina abbia messo in dubbio la condanna a 30 anni per la tragedia del 2015, ritenendo ammissibile il processo di revisione che inizierà a ottobre e sospendendo l’esecuzione della pena per il trentunenne, che si è sempre professato innocente. La difesa ha già annunciato che valuterà nelle sedi opportune come rispondere alle parole di Roggero. L’appuntamento di sabato ha offerto al pubblico un viaggio intenso e senza filtri tra le pagine di un’opera che tocca corde scoperte: il passaggio dall’adolescenza alla maturità in contesti difficili, il peso del vissuto e la ricerca di una dignità mai negoziabile.

Dalla cronaca giudiziaria al riscatto sociale, la serata di Modica ha dimostrato ancora una volta come la cultura del territorio sappia farsi spazio di approfondimento necessario, lontano dai toni della polemica e vicino alla complessità delle storie umane.