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Legambiente, dossier ciclone Harry

“Il ciclone Harry è stato un disastro annunciato figlio di una gestione fallimentare del litorale ionico”. A dirlo è Legambiente Sicilia che ha presentato un dossier sul tema, analizzando nel dettaglio le cause dei danni e come si sarebbero potuti evitare

di tcf -

Crisi climatica, erosione costiera e consumo di suolo sono stati al centro del dossier “Il ciclone Harry: cronaca di un disastro annunciato e della gestione fallimentare del litorale ionico”. Un lavoro realizzato da Legambiente Sicilia che ha analizzato più nel dettaglio l’azione della violenta ondata di maltempo che ha devastato diversi comuni nel gennaio scorso.

Un vortice i cui effetti per l’associazione ambientalista erano prevedibili ed evitabili con scelte che a monte dovevano essere diverse. Da questo punto di vista, un tema importante è quello dell’urbanizzazione che ha visto, come sottolineato nel dossier, il cemento avanzare verso il mare; con un’occupazione di quasi il 30 per cento del suolo entro i 300 metri dalla linea di costa negli ultimi 40 anni. Da un’analisi presentata, è emerso che il 77 per cento delle coste regionali è a rischio erosione, con un consumo del territorio costiero che è aumentato del 6 per cento negli ultimi 15 anni. Azione dell’uomo e cambiamenti climatici che, dunque, fanno sì che eventi come il ciclone Harry possano ripetersi, aprendo un’altra tematica importante come quella della protezione dai marosi.

Qui, secondo Legambiente la realizzazione di barriere frangiflutti e bastioni a difesa della strada, non risolvono il problema; ma semplicemente favoriscono fenomeni che portano alla scomparsa della spiaggia. Scelte errate che portano a spreco di risorse e danni significativi, da non ripetere nella fase della ricostruzione.