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Legge sull’aborto in Sicilia, il Governo la impugna: dura reazione del PD

“Così si ostacola la 194 e si nega un servizio essenziale”

di Sergio Randazzo -

Il Governo ha deciso di impugnare la legge regionale siciliana che intendeva garantire un accesso più efficace all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) nelle strutture pubbliche dell’isola. Una decisione che ha scatenato forti critiche da parte del Partito Democratico, promotore della norma a livello locale.

D’Elia (PD): “Un atto gravissimo contro la libertà di scelta”

A condannare duramente la scelta dell’esecutivo è stata la senatrice dem Cecilia D’Elia, che parla di una vera e propria “maschera gettata” da parte del Governo. “Si oppongono a una legge che aveva come unico obiettivo quello di rendere effettivo un diritto sancito dalla legge 194 del 1978. Un diritto che spesso rimane sulla carta a causa della diffusione dell’obiezione di coscienza tra il personale sanitario”, ha dichiarato.

“Così si ostacola la 194 e si nega un servizio essenziale”

Per D’Elia, impugnare questa legge significa “voltare le spalle alle donne e alla loro libertà di scelta”, impedendo l’applicazione concreta della legge nazionale e ostacolando il ruolo delle Regioni nella garanzia dei livelli essenziali di assistenza. “La salute e i diritti delle donne – afferma – non possono essere oggetto di calcoli ideologici o politici”.

Il PD promette battaglia

La senatrice ha infine assicurato che il Partito Democratico continuerà a battersi per un sistema sanitario “universale, accessibile e rispettoso dei diritti di tutte e tutti”, sia in Parlamento che nel dibattito pubblico.