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“Lettere dal fronte”: la guerra raccontata dai siciliani
A Ragusa, l’Archivio Storico Comunale ha inaugurato la mostra “Lettere dal fronte”, in occasione della manifestazione nazionale “Carte in dimora”. In esposizione, una selezione di lettere inviate dai soldati siciliani ai propri cari durante la Seconda Guerra Mondiale.
Sono parole semplici, scritte con una calligrafia incerta e un italiano impastato di dialetto, ma dense di amore, di nostalgia e di paura. Lettere dal fronte, scritte da giovani soldati siciliani durante la Seconda Guerra Mondiale, rivolte alle loro famiglie rimaste a casa. Sabato scorso, nell’Auditorium San Vincenzo Ferreri di Ragusa Ibla, il Comune di Ragusa — attraverso il proprio Archivio Storico — ha dato voce a queste testimonianze intime e struggenti, con la mostra “Lettere dal fronte”, in occasione della IV edizione della manifestazione nazionale “Carte in dimora”.
Una selezione di corrispondenze private — recuperate, catalogate e trascritte con cura — che mostra la guerra da una prospettiva diversa: non quella delle battaglie, ma quella dei sentimenti. L’umanità che resiste, nonostante tutto. Le parole dei soldati raccontano la fatica del vivere quotidiano in trincea o nei campi di prigionia, la fame, il freddo, ma soprattutto l’ansia per chi è rimasto a casa: madri, mogli, figli.
L’iniziativa ha voluto riportare al centro l’enorme valore del patrimonio archivistico locale, e restituire dignità e memoria a tante storie rimaste per anni chiuse in cassetti o dimenticate in vecchie scatole di latta. “Lettere dal fronte” è stata un’occasione per riscoprire chi siamo stati, e per ascoltare — senza filtri — le voci autentiche di una generazione che ha attraversato l’orrore della guerra con in tasca solo una penna, un foglio, e la speranza di tornare a casa.