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Liste d’attesa nel caos: la denuncia della CGIL

A lanciare l'allarme è la CGIL di Siracusa, che attraverso il segretario generale Franco Nardi svela la reale condizione dell'ASP 8

di Pinella Rendo -

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Un’attesa di 182 giorni per un’esofagogastroduodenoscopia o di 333 giorni per una visita di chirurgia vascolare. Prestazioni che la legge impone di erogare entro 10 giorni, ma che a Siracusa si trasformano in un’odissea per migliaia di pazienti. E’ quanto denuncia la CGIL provinciale analizzando i dati AGENAS e i report settimanali dell’ASP. Se a livello nazionale si intravedono timidi segnali di ripresa, la Sicilia va in controtendenza, registrando un netto peggioramento nei primi nove mesi dell’anno: la percentuale di garanzia dei tempi massimi per le visite specialistiche scende dall’86,6% a un drammatico 77,8%.

Ma a Siracusa la vicenda riguarda non solo la lentezza delle agende, bensì la trasparenza, scrive Franco Nardi, segretario generale Cgil Siracusa. L’Azienda Sanitaria Locale pubblica infatti sul proprio portale unicamente la “prima disponibilità” assoluta trovata sull’intero territorio provinciale. Un dato aggregato che la CGIL definisce un vero e proprio “inganno”. Per ottenere un appuntamento nei tempi previsti, un utente residente a Pachino può trovarsi costretto a recarsi fino a Lentini, coprendo oltre 50 chilometri di distanza.

Se il cittadino rifiuta la sede lontana per difficoltà economiche o logistiche, scatta la beffa: la rinuncia alla prima disponibilità fa decadere l’accesso al cosiddetto “Percorso di Tutela”, lo strumento legislativo che permetterebbe al paziente di svolgere l’esame in regime intramoenia o presso privati accreditati a spese dell’ASP.

Analizzando i dati reali complessivi di tutti gli erogatori nella terza settimana di ottobre, la garanzia per la Classe B — le prestazioni brevi con il maggior volume di richieste — è crollata a un misero 42,8%. Non va meglio per le altre classi, dove le percentuali restano ben al di sotto della soglia minima del 90%.

Di fronte a quello che il sindacato definisce una palese violazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, la CGIL chiede all’ASP di Siracusa interventi immediati: pubblicazione integrale delle liste d’attesa per ciascun singolo erogatore, riduzione dell’ambito territoriale di garanzia dal livello provinciale a quello del solo distretto di residenza, e la revisione delle regole del Percorso di Tutela per non penalizzare chi non è nelle condizioni di attraversare l’intera provincia per potersi curare.