Catania
Mafia e droga, sviluppi dell’inchiesta sul clan “Carcagnusi”
Il gruppo criminale avrebbe operato sfruttando la forza intimidatrice derivante dall'appartenenza al clan mafioso
Nuovo capitolo dell’inchiesta della DDA di Catania sul presunto sistema criminale riconducibile al clan dei “Carcagnusi”, articolazione affiliata a Cosa Nostra etnea. Ieri la Polizia ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 10 persone, ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, di cessione e acquisto di sostanze stupefacenti.
Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Catania al termine degli interrogatori preventivi svolti lo scorso 18 giugno. L’intervento rappresenta un ulteriore sviluppo della vasta attività investigativa che aveva già portato, l’8 giugno scorso, all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di venti indagati. In quell’occasione gli investigatori avevano contestato, a vario titolo, reati particolarmente gravi tra cui associazione mafiosa aggravata dall’essere armata, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di droga, detenzione di armi da guerra e armi clandestine, oltre a un tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso.
Secondo l’ipotesi accusatoria, il gruppo criminale avrebbe operato sfruttando la forza intimidatrice derivante dall’appartenenza al clan mafioso e il conseguente clima di assoggettamento e omertà presente sul territorio, al fine di gestire attività illecite e rafforzare il controllo dell’organizzazione.
Gli elementi raccolti dagli investigatori avrebbero consentito di delineare il ruolo degli indagati nell’ambito del presunto circuito di approvvigionamento e distribuzione della droga, considerato dagli inquirenti funzionale alle attività dell’organizzazione criminale già oggetto dell’inchiesta principale.