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Malattie Infettive, tensione su un possibile trasferimento

Nuovo capitolo nella lunga vicenda della sanità provinciale: l’Unità Semplice di Malattie Infettive rischia di trasferirsi da Ragusa a Modica, lasciando in città solo un piccolo day hospital. I sindacati lanciano l’allarme su disagi per pazienti e famiglie, e sulla possibile carenza di personale nei reparti.

di Chiara Scucces -

Torna al centro del dibattito sanitario in provincia di Ragusa il possibile trasferimento dell’Unità Semplice di Malattie Infettive da Ragusa a Modica. Secondo alcune voci, Ragusa resterebbe solo con un day hospital da quattro posti.

I sindacalisti della FP-CGIL, Nunzio Fernandez e Duilio Assennato, avvertono che questa scelta comporterebbe conseguenze serie: per accogliere tutti i pazienti a Modica sarebbe necessario raddoppiare il personale, perché i posti letto sarebbero distribuiti su due piani diversi del nosocomio.

Non solo questioni organizzative: gli abitanti dell’area ipparina dovrebbero affrontare trasferimenti di oltre 50 chilometri per ricevere cure, con disagi inevitabili dovuti ai trasporti e alle condizioni della rete viaria provinciale.

Secondo i sindacalisti, Ragusa registra già il rapporto più basso della provincia tra posti letto e personale sanitario. Spostare ulteriori medici e infermieri significherebbe ridurre ulteriormente l’efficienza dei servizi e aumentare il carico per le famiglie dei pazienti.

La CGIL sottolinea che tali scelte rischiano di favorire lo smantellamento del servizio sanitario pubblico provinciale, ignorando le lezioni della pandemia e le necessità delle fasce più fragili della popolazione. L’organizzazione sindacale si dichiara pronta a tutelare i lavoratori e i cittadini, sollecitando le istituzioni a leggere “fra le righe” il vero impatto di queste decisioni.

Resta alta quindi la tensione sul futuro dei servizi sanitari in provincia di Ragusa, con sindacati e cittadini in attesa di decisioni che possano garantire cure adeguate senza penalizzare nessuno.