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Manovra all’Ars, Schifani tratta su due fronti
Il governatore lavora al via libera, dialogo con la Corte dei Conti per sbloccare altri 263 milioni di euro
Prima gli assessori, poi i partiti. È una doppia trattativa quella che si sta consumando a Palazzo d’Orléans, dove il presidente della Regione Renato Schifani e l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino cercano di costruire il percorso più sicuro per portare in porto l’ultima manovra economica del 2026.
Il testo passa oggi dalla commissione bilancio. Per il momento c’è una sola certezza: il disegno di legge non arriverà in Giunta prima della metà di luglio. Nel frattempo il governo regionale sta verificando le richieste degli assessorati per definire le priorità da finanziare. Subito dopo partirà il confronto con i gruppi parlamentari dell’Ars, chiamati a misurare non solo il contenuto della manovra, ma anche gli equilibri politici che dovranno sostenerla.
Sul tavolo ci sono oltre 400 milioni di euro, ma una parte decisiva delle risorse dipende ancora dall’iter dei Rendiconti davanti alla Corte dei conti. Il governo conta di liberare altri 263 milioni attraverso il via libera ai documenti finanziari del 2021, mentre prosegue il dialogo istituzionale con i magistrati contabili.
Resta però il fattore tempo. Se l’iter dovesse rallentare, l’Assemblea regionale potrebbe essere costretta a lavorare fino ai primi giorni di agosto. E sullo sfondo continua a prendere quota anche un’altra ipotesi: rinviare tutto a settembre.
Intanto il governo misura anche gli umori dell’Aula su un altro fronte delicato, quello degli emendamenti al disegno di legge Stralcio 1030. Dentro ci sono alcune delle priorità dell’esecutivo: la deroga al blocco delle assunzioni per Seus, Ast, Sicilia Digitale e Mercati Agroalimentari Sicilia, oltre ai finanziamenti straordinari per il settore idrico, con risorse destinate a Siciliacque e agli enti che gestiscono l’emergenza acqua nell’Agrigentino.